Sicurezza
Collaboratore di giustizia indagato per truffa a Padova
Nei guai un quarantenne di Pescia
PESCIA. Guai in vista per un collaboratore di giustizia al quale il pubblico ministero di Padova Roberto Piccione ha notificato la chiusura dell'indagine a suo carico per una circonvenzione di incapace. L'indagato è un 43enne di Pescia ospitato dal Servizio Centrale di Protezione e ancor oggi collaboratore di giustizia. Tra il 2012 e il 2014 ha abitato nella città veneta e qui ha frequentato una palestra del centro.
Ha avuto modo di conoscere un cinquantenne con problemi mentali e ha stretto amicizia. Ha raccontato di essere un ufficiale dei carabinieri in servizio alla Direzione Investigativa Antimafia e di lavorare in incognito e per questo di non poter svelare a nessuno la sua identità.
Ma anche lui aveva un sogno nel cassetto: aprire una palestra tutta sua a Padova. Ne ha parlato più volte con il suo compagno di palestra, riuscendo in qualche modo e dopo parecchie insistenze a convincerlo al progetto. E così in più riprese si è fatto consegnare 40 mila euro affinché pure lui potesse diventare socio della nuova palestra. Ma quando il finto ufficiale dell'Arma - in realtà collaboratore di giustizia - ha intascato il denaro, è sparito dalla circolazione.
Sicuramente non ha più frequentato la palestra. Alla fine il suo amico si è reso conto che era stato truffato. Che quel progetto non si sarebbe mai realizzato e anzi, non era mai esistito. La denuncia è finita sul tavolo del sostituto procuratore Roberto Piccione che ha svolto ulteriori indagini oltre alla denuncia sporta dalla vittima. Che sembrano incastrare alle sue responsabilità il collaboratore di giustizia. Che ora rischia di finire a giudizio per circonvenzione di una persona incapace.
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