Il Tirreno

Montecatini

Operazione Matrioska, 4 assolti

Secondo i giudici non ci fu truffa ai danni della Banca Nazionale del Lavoro

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LUCCA. Assoluzione nel merito per la maxi truffa da 22 milioni di euro alla Banca Nazionale del Lavoro, assoluzione per sopravvenuta prescrizione per i reati di natura fiscale (per esempio fatture per operazione inesistenti) a carico del «dominus» dell’inchiesta, l’imprenditore versiliese Giovanni Tronci di 65 anni. È la decisione della sezione rosa di Corte d’Appello di Firenze (presidente Luciana Cicerchia) che, oltre a Tronci che in primo grado era stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione ha assolto anche gli altri tre imputati: Liliya Bogodyarova, 43 anni, residente a S. Anna, segretaria-amica di Tronci che era stata condannata a un anno e dieci mesi (pena sospesa); Claudio Imbriani, 63 anni, di Arezzo, dal 1998 al 2000 direttore della Banca Nazionale del Lavoro di piazza San Michele che era stato condannato a tre anni e 10 mesi e Vassileva Emilia Tontcheva, la prestanome di una delle immobiliari della galassia Tronci a un anno e due mesi con la sospensione della pena.

Le accuse. Secondo le accuse di Guardia di Finanza e procura erano state create società intestate a prestanome, pagati sino a 500 euro per ogni firma sui contratti, che fungevano da scatole cinesi per accedere a finanziamenti e mutui (32 milioni richiesti, 22 quelli erogati) in modo da raggirare la Bnl (parte civile nel procedimento e che adesso dovrà indicare nelle passività l’importo di 22 milioni di euro) attraverso un sofisticato sistema che prevedeva la complicità di funzionari compiacenti - Imbriani in primis - oltre al coinvolgimento di professionisti ritenuti in grado di realizzare perizie e documentazioni. Nel 2008 gli arresti e le denunce.

I processi. Iniziò nel 2009 è andò avanti con una lunga serie di udienze, di testimonianze, di perizie e di intercettazioni telefoniche. E nel corso di quegli anni - molte nel 2012 - il tribunale fallimentare decretò il crac di società a responsabilità della «Tronci Group»: Valdinievole srl (1,8 milioni), Tronci srl (178mila euro), Vinci srl (un milione e 582mila euro), Nuovi Investimenti srl (1,2 milioni), Gruppo Costruzioni srl (482mila euro), Imar srl (4,4 milioni), Immobiliare Residence Bagni di Lucca (3 milioni). E questi fallimenti rafforzarono il teorema accusatorio.

Ma alle condanne in primo grado per cinque dei dodici indagati, arrivano adesso le assoluzioni, fatta eccezione per Maurizio Tacconi, 72 anni, di Bagno a Ripoli, che non si è appellato in corte d’Appello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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