Lutto
Terme di Montecatini, per le opposizioni serve un consiglio straordinario
Che fine ha fatto il finanziamento regionale che era stato promesso?
MONTECATINI. Un consiglio comunale straordinario per «capire se è possibile salvare la società Terme Spa». Altrimenti l'extrema ratio, procedere cioè con un concordato preventivo in continuità, come «ultima chance». Sono Riccardo Sensi, Luca Baroncini (gruppo “Mi piace Montecatini”), Alberto Lapenna e Andrea Quaranta (Forza Italia), segno anche di una ritrovata unità politica, che firmano la richiesta di una riunione straordinaria dove interrogare la giunta comunale sulla situazione della più importante azienda cittadina.
L'occasione è giusta, già che ci sono, per affrontare l'altro argomento che scuote il municipio, cioè le dimissioni da assessori prima di Monica Galluzzi (a settembre) poi di Leonardo Magnani (domenica). «Appena insediata la legislatura ci era stata promessa la convocazione a cadenza mensile della conferenza dei capigruppo, invece ci sono stati solo due incontri - dice Quaranta - a gennaio il presidente toscano Enrico Rossi aveva parlato di un finanziamento di 50 milioni per le terme, ora con il Defr (Documento economico e finanziario regionale che va in approvazione lunedì, ndr) si va verso la liquidazione delle quote. La giunta ora è giusto che venga a raccontarci».
«Siamo arrivati a un punto di non ritorno - aggiunge Sensi - vogliamo sapere del finanziamento regionale che permetteva di proseguire con il cantiere alle Leopoldine, di realizzare i restauri al Tettuccio e garantire l'occupazione. Con il Defr il Comune rimarrà l'unico socio di una società con un deficit mostruoso, e la Regione acquisirebbe a patrimonio gli immobili termali: sarebbe il fallimento. Sindaco, Rossi e assessore regionale al termalismo Federica Fratoni ci devono dire se le terme possono essere salvate o continueranno nella loro agonia. Inoltre chiediamo alla giunta quali sono i motivi delle dimissioni di Galluzzi e Magnani, perché chi ha incarichi pubblici non può limitarsi a dire “motivi personali"».
Ma la maggioranza c'è ancora? Il sindaco ha il controllo della sua giunta? Così Baroncini: «Mi chiedo se il lavoro di Arabella Ventura (consulente di Terme Spa, ndr) e Carlo Brogioni (amministratore unico, ndr) si sia concentrato solo nell'accompagnare il declino della società e non il suo rilancio, visti tra l'altro i numeri in crescita del termalismo».
Si dissocia parzialmente dalla richiesta di consiglio comunale straordinario il Movimento 5 Stelle, che però è d'accordo sul concordato preventivo: "Noi prima verifichiamo la situazione, poi parliamo - spiega il consigliere Cristiano Berti - abbiamo fatto accesso agli atti per vedere i documenti di Terme Spa, che poi faremo analizzare da sindaci revisori non del territorio. Siamo d'accordo sul dare voce alla città contro la Regione, che ci ha tenuti all'oscuro del Defr di prossima votazione”.
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