Sicurezza
Il grido d’aiuto dell’ippica: «Rischiamo di chiudere»
A Montecatini la prima uscita del Comitato nazionale, nato per lottare contro la riduzione delle risorse pubbliche prevista dalla Legge di stabilità
MONTECATINI. Una richiesta di incontro urgente al presidente del consiglio Matteo Renzi. Così il neo costituito Comitato ippico nazionale ha annunciato nel corso di una conferenza stampa all'ippodromo Sesana, la sua strategia per evitare i tagli di ben 27 milioni di euro all'ippica, decisi dal governo e scritti nella Legge di stabilità.
«La serrata di tutti gli ippodromi compatti è una possibilità - ha ammesso Stefano Marzullo, ad di Trenno, l’azienda che gestisce, tra gli altri, l’ippodromo Sesana - se i tagli dovessero essere confermati è a rischio la prosecuzione dell'attività. Già l'ippodromo di Agnano ha annunciato il licenziamento dei dipendenti e se l'incomprensibile taglio delle risorse al settore dovesse concretizzarsi, anche noi di Trenno dovremmo fare delle riflessioni».
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Come primo impegno il Comitato ippico nazionale, cioè un'unica regia che possa far muovere in maniera coordinate le società di corse e le altre componenti dell'ippica, ha inoltrato la richiesta di un incontro urgente al presidente del consiglio e ai dicasteri cui il settore delle corse dei cavalli e dell'allevamento fa riferimento. «Su una eventuale decisione di chiusura degli ippodromi da gennaio – sottolinea Marzullo – dovrà pronunciarsi il Comitato, ma al momento è una delle ipotesi in agenda». Scopo dell'incontro con il premier è quello, come ha rimarcato lo stesso Stefano Marzullo, di «illustrare il ruolo dell'ippica, l'indotto che crea, l'industria che rappresenta, farci promotori di un piano strategico di rilancio e scongiurare il taglio di 27 milioni di risorse al settore».
Il mondo del cavallo ha già ricevuto pesanti tagli in questi anni. Basta pensare che dal 2009 ad oggi le riunioni di corse sono passate da 2.500 a 1.500 (meno 40%) e che il montepremi è stato più che dimezzato (meno 55 %).Con la conferenza stampa di ieri Montecatini ha aperto la serie di interventi dalle varie città sedi di ippodromi (Torino, Pisa, Cesena, Napoli e Milano) che seguiranno nei prossimi giorni.
Significativo anche l'intervento del rappresentante degli allenatori guidatori trotto, Gabriele Baldi. «In questi anni c'è stato un disegno politico e di chi ha governato per chiudere l'ippica. Interventi che hanno distrutto l'allevamento: avevamo in Italia 7.000 fattrici, ne rimangono 1.000. La sostanza è che l'ippica non esercita pressioni di lobby su chi amministra la cosa pubblica. Così noi che abbiamo creato Ribot, Varenne e Falbrav rischiamo a gennaio di sparire. Con quel taglio pesantissimo deciso dal Governo non ci saranno piu' soldi per fare le corse, per pagare chi lavora nella filiera. Siamo al default».
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