Sicurezza
Girandola di nomi per la poltrona di Leonardo Magnani
MONTECATINI. Leonardo Magnani ha protocollato ieri le dimissioni da assessore ai lavori pubblici, così mantenendo fede all’annuncio fatto domenica pomeriggio alla stampa: «Me ne vado per motivi...
MONTECATINI. Leonardo Magnani ha protocollato ieri le dimissioni da assessore ai lavori pubblici, così mantenendo fede all’annuncio fatto domenica pomeriggio alla stampa: «Me ne vado per motivi personali».
Quello che può apparire come un fulmine a ciel sereno è frutto di un disagio maturato nel tempo dall’amministratore. Che a più riprese aveva segnalato, nel Comune, procedure e metodologie (a suo avviso) da rivedere e correggere e si era scontrato con i dipendenti dell’ufficio per questioni di medodo e di contenuto. Punti di vista differenti e difficilmente conciliabili. Sabato mattina, l'incontro con il sindaco Giuseppe Bellandi. Il primo cittadino, in quella sede, gli avrebbe già proposto di lasciare i lavori pubblici. In un eventuale rimpasto avrebbe potuto acquisire la delega al sociale. Che, però, è gestita dal vice sindaco Ennio Rucco, addetto ai lavori e sicuramente non disponibile a cedere un settore nel quale è impegnato da sei anni. A quel punto non restava che la delega all’ambiente. Magnani ha però preferito andarsene con le proprie gambe, chiudendo la partita senza schiamazzi.
Il nodo da sciogliere riguarda, adesso, il destino della delega di Magnani. In molti spingono su Franco Pazzaglini (segretario comunale Pd e amministratore unico di Montecatini Parcheggi). Il sindaco potrebbe rinviare il problema a gennaio 2016, mantenendo la delega nelle proprie mani ad interim. E dopo? In lizza c'è anche Pietro Rosellini, consigliere Pd, architetto e quindi tecnico; ma anche Luciano Baldecchi e Andrea Rastelli, capogruppo del Partito democratico e presidente del consiglio, potrebbero avere delle chance.
E se il secondo prendesse il bilancio incrociando con Rucco la delega ai lavori pubblici, il primo potrebbe essere destinato alla presidenza del consiglio. Al Pd a quel punto resterebbe un’ultima consigliera non eletta da chiamare in causa: Flavia Paun, di origine rumena. assicura che – dicono in città – si è trasferita. Se fosse vero, bisognerebbe pescare dalla lista dei “MontecatineSi”: la prima a essere convocata sarebbe Silvia Marchi, che ha già ricoperto questo ruolo. Se rinunciasse, allora arriverebbe il turno di Sandro Schiavelli, ex consigliere, ex assessore, ex segretario della lista MontecatineSi. Che negli ultimi mesi ha combattuto una battaglia in prima persona per modificare lo statuto, inserendo una nota sull’incompatibilità nelle assunzioni di parenti degli amministori, fino al seondo grado, nel Comune e in società partecipate o concessionarie di servizi. La mozione, presentata da Riccardo Sensi, è stata respinta.
Il segretario Pd provinciale Marco Niccolai (da noi contattato) getta acqua sul fuoco delle polemiche: «Come segreteria seguiamo con interesse le vicende del Comune termale ma non ho alcuna dichiarazione politica da fare. Per noi non si tratta di una crisi politica. Si tratta di un rapporto fiduciario tra sindaco e assessore. La maggioranza consiliare è unita».
Giovanna La Porta
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