Il dolore
In cento in corteo per chiedere sicurezza
Questa volta l’iniziativa di Difendi Montecatini si è svolta di pomeriggio e si è spinta fino nel cuore della città
MONTECATINI. Megafoni, cori, slogan, battimani. E poi sventolio di bandiere tricolore e inno d'Italia, intonato più volte. Dopo un paio di presidi notturni temporanei (il primo alla stazione Centro di piazza Gramsci) e qualche “camminata serale” nelle zone considerate più a rischio, il comitato Difendi Montecatini si fa promotore di un corteo tra via Manin, via Don Minzoni e piazza del Popolo. Circa un centinaio i presenti, perlopiù giovani e anche giovanissimi, scortati in testa e in coda dalle forze dell'ordine impegnate a chiudere il traffico ed evitare disordini. Nessun simbolo di partito, anche se tra le ordinate file in marcia si riconoscono attivisti di CasaPound insieme a Giuseppe Fiore, da poco passato dalla Destra alla Lega Nord, e Luca Baroncini, consigliere comunale di opposizione del gruppo “Mi piace Montecatini”. È la nuova iniziativa del comitato, nato a inizio settembre dopo una serie di aggressioni e raid vandalici ai margini del centro, per “ribadire il diritto a vivere tranquilli in una città turistica sempre più in agonia, che arretra, precipitata in modo tragico negli ultimi anni”.
I concetti vengono espressi in alcuni slogan: “troppi permessi, troppi stranieri, troppi criminali nei nostri quartieri”; “droga, degrado, prostituzione, ecco la vostra integrazione”. E ancora: “Ma quale risorsa per la nostra nazione, degrado e sfruttamento basta immigrazione”; “per ogni immigrato sottopagato c'è un italiano a casa disoccupato”.
Ad aprire il corteo un grosso striscione su sfondo verde, bianco e rosso con la scritta “Difendi Montecatini”, tanto per sottolineare l'obiettivo della rimostranza. Nell'oretta e mezzo di manifestazione molti residenti e commercianti si affacciano dalle finestre e dai portoni. Qualcuno applaude in segno di approvazione. La protesta inizia dallo stadio e si conclude con l'inno di Mameli in piazza del Popolo, a quel punto confondendosi con le famiglie, gli elfi e i Babbi Natale della città turistica.
Qui il comizio finale: parole e accuse rivolte all'amministrazione «che prende in giro i cittadini con un immobilismo sul tema del contrasto a criminalità e degrado». «Avevamo chiesto anche un incontro a sindaco e assessori, ma abbiamo letto soltanto alcune dichiarazioni sui giornali, con noi nessuno è mai venuto a parlare», dicono gli attivisti. Il cui impegno prosegue in attesa che le istituzioni rispondano alle solite domande: «Non ci accontentiamo più di promesse, ma chiediamo soluzioni radicali come ad esempio controlli a tappeto su quei negozi aperti durante la notte che diventano luoghi di bivacco per malintenzionati, e verifiche puntuali su affitti e residenza dei cittadini immigrati».
Luca Signorini
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