Il Tirreno

Montecatini

Montecatini, è il momento giusto per i russi

David Meccoli
Turisti russi alle terme di Montecatini
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Turisti russi alle terme di Montecatini

Imprenditore turistico specializzato scuote gli albergatori alla luce della crisi Russia-Turchia e dei rischi in Egitto: «Devono mettersi in rete e avere un calendario di eventi»

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MONTECATINI. «Turchia ed Egitto si spartiscono oltre il 50% del turismo proveniente dalla Russia (in totale 20 milioni l’anno con una spesa di un miliardo di euro), ma visti i problemi internazionali una fetta di quel mercato potrebbe essere catturata dall’Italia e in particolare da chi, come Montecatini, si è già in parte attrezzata in questi anni avendone colto le potenzialità. A patto, però, di fare qualche ulteriore passo in avanti».

A parlare è Alessandro Casula, sardo di nascita, anche se ormai passa più tempo nelle ex repubbliche sovietiche che nell’isola. Casula è amministratore di Russkiy Kliuch, un sistema di rating alberghiero che assegna un punteggio sulla base della presenza o meno di servizi ad hoc per il turista russo: personale madrelingua, materiale in lingua, conoscenza delle abitudini ecc.

Per l’hotel essere classificato Russkiy Kliuch significa essere presente all’interno di un network composto da oltre 5.000 agenzie russe. Un percorso di accreditamento al quale hanno già aderito diverse strutture della nostra città e anche le Terme (Casula è venuto molte volte a Montecatini per accompagnare operatori russi).

Ora serve però un salto di qualità, favorito dalla situazione internazionale. «Putin – dice Casula – ha riattivato il regime dei visti per chi va in Turchia e per la destinazione Egitto ci sono timori legati alla sicurezza. Ecco allora che per l’Italia si aprono importanti opportunità, visto che stiamo parlando di due Paesi che insieme accolgono oltre la metà dell’outgoing russo. Ma ci dobbiamo dare una mossa, dato che, per esempio, la Grecia è già un passo avanti: a oggi l’Italia ha il 4-5% del turismo russo, ma ci sono le condizioni per raddoppiare».

Certo, ci sono altri macro-fattori da considerare (su tutti il rublo che continua a stentare), ma intanto «nell’incontro Putin-Renzi – dice Casula – si è parlato anche dello snellimento del regime dei visti». E anche i singoli alberghi possono darsi da fare. «Da troppe parti, Montecatini compresa – dice Casula – c’è troppa frammentazione e poca attenzione al mercato. La mia società servirebbe anche a creare un sistema di offerta più completo e con qualificati interlocutori. Ma intanto le microstrutture potrebbero avvantaggiarsi e mettersi in rete. Poi manca la formula all inclusive, molto gradita dalla clientela russa. Infine a Montecatini servirebbe un calendario eventi da promuovere in Russia: troppo spesso i miei clienti finiscono a bere vino nella hall dell’albergo perché non sanno cos’altro fare».

 

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