Sicurezza
La piscina Marchi torna alla Provincia
Acquatica ha riconsegnato le chiavi. Confronto teso all’Istituto superiore di Pescia tra il presidente dell’ente Vanni e gli studenti
PESCIA. Da giovedì 10 dicembre la piscina Marchi è ufficialmente tornata in mano all'amministrazione provinciale. L'ex gestore Acquatica, infatti, ha liberato l'immobile e restituto le chiavi. È stato lo stesso presidente Rinaldo Vanni ad annunciare la notizia nel corso di un incontro pubblico, che si è svolto nella stessa mattinata di giovedì all'Istituto Marchi.
Il presidente non è stato in grado di dare agli studenti notizie certe circa il futuro della piscina. «Intanto il nostro obiettivo è quello di individuare in tempi stretti un soggetto che gestisca l'impianto in via temporanea, da qui a giugno - ha ribadito - lo faremo attraverso una manifestazione d'interesse che è già pronta. La palestra, invece, potrà essere utilizzata da subito, si tratterà semplicemente di trovare le risorse per pagare il riscaldamento».
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Nel suo lungo intervento, Vanni ha cercato di motivare la decisione dell'amministrazione da lui guidata di rescindere il contratto con Acquatica, sottolineando più volte «le gravi inadempienze contrattuali» della società, che non solo non avrebbe provveduto a realizzare gli interventi previsti dal bando nella struttura, ma non avrebbe pagato per diverso tempo i consumi energetici e di riscaldamento, producendo un danno economico all'ente. Proprio a causa di quest'insolvenza sarebbe scattata la decisione della Provincia di interrompere qualsiasi transazione con l'ex gestore, che avrebbe sì voluto traghettare la gestione fino a giugno, «ma probabilmente continuando ad incassare per i corsi e a non pagare i consumi».
«Un soggetto che non ha rispetto per la pubblica amministrazione di cui gestisce un bene, va sfrattato come un coinquilino che non paga l'affitto» ha sottolineato con decisione Vanni. Ma i ragazzi non sono dello stesso avviso, più volte hanno contestato il presidente e sono esplosi in un'ovazione quando a prendere la parola è stata l'insegnante di educazione fisica, Silvia Arbanti, che senza troppi giri di parole ha detto che «l'interruzione di pubblico servizio è avvenuta da parte della Provincia e non del gestore, che aveva riaperto dicendosi disponibile a mantenere aperta la struttura almeno fino a giugno».
Disponibilità di cui anche il sindaco Oreste Giurlani si era fatto garante, invitando la cittadinanza a continuare a frequentare la piscina e a rinnovare gli abbonamenti. «Il sindaco Giurlani sapeva che Acquatica voleva andare via, che la gestione non sarebbe arrivata a fine anno - è stata la replica di Vanni - ho invitato io stesso il sindaco a prendere temporaneamente in gestione la struttura, ma la disponibilità non andrebbe data solo in parola, come è successo, ma sedendosi ad un tavolo e tirando fuori i soldi».
E gli utenti della piscina ai quali era stato promesso un incontro? Ci sarà? Verranno date loro tutte le spiegazioni del caso? Vanni ha garantito di sì, magari quando qualche soggetto risponderà alla manifestazione d'interesse e potranno delinearsi nuovi scenari. E il nostro diritto all'istruzione? Si sente gridare dal fondo dell'aula magna. «Voi siete le vittime vere in tutta questa storia - ha sottolineato Vanni - il mio impegno, oggi, è quello che starò col fiato sul collo ai dirigenti perchè la piscina possa essere riaperta al più presto».
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