Anni di botte, offese e minacce alla moglie davanti ai figlioletti
All'uomo notificato dalla polizia di Montecatini il divieto di avvicinamento alla famiglia
MONTECATINI. Botte, offese, minacce, soprusi di ogni tipo. Per sei anni era stata costretta a subire i maltrattamenti da parte del marito-padrone, violenze di cui, terrorizzati, spesso erano stati muti testimoni i quattro figlioletti della coppia. Forse proprio per loro, alla fine, lo scorso giugno la donna aveva trovato il coraggio di chiedere aiuto alla polizia, di denunciare. E giovedì sera, per il marito è scattata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie e ai figli. Pena, l’arresto immediato.
Ad eseguire il provvedimento, richiesto dalla procura e concesso dal gip del tribunale, gli stessi poliziotti del commissariato di Montecatini che, dopo la denuncia della donna, erano riusciti a raccogliere gli elementi di prova a fondamento della misura. Le accuse nei confronti dell’uomo, albanese, 34 anni, residente a Montecatini, sono per i reati di maltrattattamenti aggravati, sia nei confronti della moglie che dei figli (in quanto costretti ad assistere alle violenze), e di lesioni nei confronti della donna, consumati tra il 2009 e il giugno 2015.
Come spiegato dal dirigente del Commissariato di Montecatini, il vicequestore Fabio Caprio, l’uomo aveva reiterato i suoi comportamenti negli anni sempre con estrema lucidità, convinto che in famiglia il ruolo della donna fosse solo quello di obbedire e accudire ai figli e alla casa. E non perdeva il minimo pretesto per ricordare alla moglie questo suo stato di inferiore, come quando trovandosi di fronte a un piatto di pasta non condito come avrebbe voluto lui ma come piaceva alla suocera l’aveva presa a schiaffi e scaraventata a terra.
Dal giugno scorso, la moglie vive insieme ai figli in una casa protetta, in un luogo segreto. Ma anche quando tornerà ad una vita normale, il marito non potrà avvicinarsi a lei e ai figli – e ai luoghi da loro frequentati – a meno di 500 metri.
Ladro ai domiciliari. Giovedì sera i poliziotti del commissariato hanno eseguito anche una misura cautelare di arresti domiciliari nei confronti di un romeno di 35 anni, più volte finito in carcere per furti, associazione a delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Dopo un nuovo tentativo di furto, il gip lo ha ritenuto troppo pericoloso per poter restare a piede libero. (m.d.)
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