Il dolore
Bicincittà, avvio lento e le auto solo a primavera
La società di gestione non fa ancora bilanci sugli abbinamenti ma dai dati ricavati dai rivenditori sarebbero poche decine. Critiche sulla posizione dei pannelli fotovoltaici
MONTECATINI. Un mese e mezzo fa partiva il bike-sharing, il servizio di biciclette a pedalata assistita da “condividere” tra vari utenti. Presto per fare un bilancio, anche se parziale (dall’azienda che se ne è aggiudicata la gestione, la piemontese Bicincittà, dicono che “una prima analisi si potrà fare solo dopo il primo trimestre di attività”), ma già un tempo sufficiente per dare sfogo a qualche polemica e per anticipare una novità per la prossima primavera. Volendo partire dai numeri, quelli in nostro possesso non sono per niente esaustivi: di certo si sa che il servizio è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24 e l’abbonamento annuale costa 45 euro, comprensivi della prima ricarica da 5 euro. Altri 5 euro possono essere, in maniera facoltativa, pagati per una copertura assicurativa di responsabilità civile contro terzi. «È una proposta – spiega il direttore commerciale di Bicincittà, Gianluca Pin – che facciamo a chi vuole pedalare in tutta serenità e che è stata molto apprezzata in varie città delle 130 in cui siamo attivi in Italia e all’estero».
Non esiste, al momento, l’assicurazione contro il furto, che invece potrebbe essere presa in considerazione dato che ogni bici costa ben oltre mille euro. Undici le postazioni in cui è possibile prelevare e lasciare 105 bici: in piazzale Leopoldo, piazzale De Zan, via Marche, via Cimabue, piazza Italia, via Manin, via Dante, viale Marconi, pineta, viale Bustichini e Terme Leopoldine.
«A Montecatini – dice Pin – il servizio sta funzionando ed è ben distribuito sul territorio».
Ma quanti abbonamenti sono stati venduti finora? Detto che Bicincittà preferisce fare un bilancio alla fine del primo trimestre di attività (fine gennaio, quindi), abbiamo contattato le tabaccherie Pieri e Mancini, delegate a vendere le tessere: in totale una decina di annuali e altrettante per un weekend. Ma, come detto, sono numeri incompleti, dato che gli abbonamenti si possono fare anche da Western Union e su internet. A primavera, poi, arriva una novità. «Abbiamo già acquistato 10 macchinine elettriche – dice Pin – e sono pronte per essere messe su strada. Abbiamo scelto di posticiparne il debutto solo perché volevamo prima testare la fase con le bici e allungare la percezione del servizio tra i cittadini. Sarà il primo car e bike-sharing d’Italia».
Ma potevano delle bici elettriche non generare polemiche? Certo che no. Alcune settimane fa aveva aperto le danze la lista civica “Mi piace Montecatini”, lamentando problemi di natura etica nella possibilità di sottoscrivere tessere gratuite per consiglieri comunali e assessori fino alla fine dell’anno (poi, in realtà, nessuno lo ha fatto e la bolla si è sgonfiata nel giro di poche ore). Ora a evidenziare qualche falla nel sistema è chi il bando da 600mila euro (compresi sei anni di gestione) lo ha perso. «Le quattro stazioni con il fotovoltaico – dice Willy Petri, della ditta New Energy di Buggiano – avrebbero dovuto essere installate in centro, dove c’è un vincolo paesaggistico e dove i tempi di realizzazione sarebbero stati più lunghi. La nostra offerta prevedeva proprio questo. E invece le pensiline con i pannelli solari sono state montate tutte in periferia, con un costo di 100mila euro».
E non è tutto, perché secondo Petri le pensiline sono state montate in una posizione non idonea a ricevere i raggi del sole e a ricaricare le bici. «Quella di via Marruota ha davanti una casa, quella allo stadio gli alberi dei giardini e quella del Palavinci un grosso abete che fa ombra tutto il giorno. Il sistema non può funzionare».
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