Il Tirreno

Montecatini

Terme, prima di tutto gli investimenti

David Meccoli
Riunione della Commissione società partecipate con i vertici delle Terme (Foto Nucci)
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Riunione della Commissione società partecipate con i vertici delle Terme (Foto Nucci)

Il Comune di Montecatini “boccia” il documento della Regione sul disimpegno dalle società non strategiche: «È scritto male». Berti (M5s) chiede la riunione della Commissione partecipate per ascoltare l'assessore regionale Fratoni

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MONTECATINI. Prima si finiscano gli investimenti previsti (piscina e centro benessere alle Leopoldine in primis) e si valorizzino per una eventuale gestione futura, poi la Regione si disimpegni dalle Terme, così come da altre società partecipate “non strategiche”. Questo era quanto era previsto dal protocollo d’intesa firmato da Comune e Regione nei mesi scorsi ed è quanto viene ribadito, oggi, dal sindaco Giuseppe Bellandi dopo l’approvazione del Documento di economia e finanza regionale (Defr) relativo al 2016. Secondo quanto previsto dal testo, infatti, la Regione potrebbe cedere le sue quote societarie delle Terme (che ormai ammontano a oltre il 67 per cento) in cambio della proprietà di alcuni immobili (e si parla soprattutto delle stesse Leopoldine), con il Comune che sarebbe pertanto tenuto a trovare un gestore esterno per il suo bene più prezioso. Ma per il sindaco le cose non stanno esattamente così.

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«È un testo palesemente scritto male – dice Bellandi – e per questo i nostri tecnici sono già al lavoro per mettere a punto alcuni aspetti che non ci tornano». Tanto più che il Defr dovrà comunque passare per il consiglio regionale, prima della definitiva approvazione. Ma allora da dove si riparte? «Si riparte dal protocollo d’intesa che abbiamo firmato con la stessa Regione – risponde il sindaco – e i cui punti salienti devono essere ripresi dal Defr. Devono essere esplicitati alcuni aspetti, come per esempio gli investimenti, che a oggi non sono stati presi in considerazione. Punti che, d’altra parte, convengono a tutti: con i lavori finiti e i debiti saldati la società potrebbe diventare un business attraente per tanti».

«Alcune modifiche – conferma il vicesindaco Ennio Rucco – sono necessarie, anche alla luce delle mosse future delle Terme, in un momento in cui peraltro abbiamo chiesto un mutuo per proseguire negli investimenti».

Ma intanto il consigliere comunale Cristiano Berti avanza sull’argomento precise richieste alla commissione consiliare società partecipate. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle chiede: l’audizione dell’assessore regionale Federica Fratoni in commissione “per chiarire posizione e intendimenti del socio di maggioranza della società Terme, anche in merito agli investimenti indicati nel protocollo d’intesa”; una relazione sul lavoro svolto dal tavolo tecnico previsto dallo stesso protocollo e visione dei verbali delle sedute; la visione delle “informazioni dettagliate di come sono stati impiegati i 19,9 milioni del finanziamento e che il sindaco dichiara di aver già visto”; la visione dell’ultima versione del piano industriale predisposto “di cui all’ultima seduta della commissione ci veniva confermata l’esistenza da parte dell’amministratore della società”.

 

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