Il Tirreno

Montecatini

Il titolare Snai rapinato racconta: «Soffocavo, ho avuto paura di morire»

Massimo Donati
La vittima della brutale rapina, Enrico Del Rosso, all’interno della sua sala Snai (foto Nucci)
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La vittima della brutale rapina, Enrico Del Rosso, all’interno della sua sala Snai (foto Nucci)

Montecatini, parla il titolare del Punto Snai di Corso Roma rapinato dell’incasso da due banditi al suo ritorno a casa

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MONTECATINI. «La sensazione peggiore è stata il senso di soffocamento. Mi stringeva da dietro, alla gola, fortissimo. A un certo punto mi sono visto proprio perso. Ho avuto veramente paura...».

Parla ancora a fatica Enrico Del Rosso. Al pronto soccorso gli hanno prescritto del cortisone per l’ematoma interno causato da quella stretta micidiale attorno al collo. «Passerà, mi hanno assicurato» dice. E, con voce rauca, il trentatreenne titolare del Punto Snai di Corso Roma ripercorre quei terribili momenti, racconta dei due rapinatori che, poco dopo le 19 di sabato 5 dicembre, gli hanno teso un agguato nel giardino di casa, in via Leon Battista Alberti, per portargli via l’incasso. Con lui che, tramortito da un colpo sulla testa e bloccato a terra, non riusciva a parlare, strangolato, e loro che cercavano i soldi: 4.000 euro e poco più per i quali hanno rischiato di ucciderlo...

«Sono partito dall’agenzia di corso Roma verso le sette, con lo scooter – racconta – Ogni tanto, non sempre, capita che per il finesettimana porti via un po’ dell’incasso, non tutto: metto i soldi nella valigetta ventiquattrore, l’appoggio sullo scooter, sulla pedana, e li porto a casa. E così ho fatto ieri. Ma quando sono entrato dentro il cancello, ho avuto appena il tempo di mettere il motorino sul cavalletto e di levarmi il casco che mi è arrivata una botta in testa che mi ha stordito».

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Un colpo alla fronte, sferrato con un oggetto: «Forse il manico di un coltello, o qualcosa di simile» ipotizza l’esercente. «Ho perso i sensi – prosegue – e quando ho riaperto gli occhi era in terra e uno dei due mi stava legando i piedi. Mentre l’altro mi teneva giù, da dietro, per la gola. Non riuscivo a dire nulla perché mi stringeva fortissimo».

È stato in quegli istanti che Enrico Del Rosso ha davvero temuto che sarebbe morto. «Mi hanno anche picchiato in faccia, ma più che altro la paura c’è stata quando mi soffocavano. Mi hanno fatto proprio male, la voce ancora non va».

«Non riuscivo a capire perché non se ne andavano, perché non prendevano la valigetta – va avanti l’esercente – Io non riuscivo a dire nulla. L’altro rovistava nel motorino, non trovava i soldi. Da ultimo sono riuscito a dire “soldi borsa”, “soldi borsa”... E allora quello che mi strangolava da dietro, che era più vicino ha capito e, in romeno, o in albanese, non so, ha detto qualcosa all’altro, che ha preso la valigetta che era sul poggiapiedi dello scooter».

Oltre ai 4.000 euro che erano nella valigetta i due banditi hanno rapinato anche circa 300 euro che Del Rosso aveva addosso. «A quel punto, mi hanno dato un ultimo pugno, tanto per salutarmi, e se ne sono andati – racconta – A piedi, scavalcando la recinzione del giardino».

Subito tramortito non appena sceso dallo scooter, Enrico Del Rosso non ha avuto modo di vedere in faccia i due aggressori. «Avevano tutti e due i volti coperti, tra cappucci delle felpe e qualcosa sul viso. E poi la prima botta che ho preso mi ha stordito...» spiega. «Sicuramente avevano un basista all’agenzia – prosegue – che ha annunciato la mia partenza. Perché quando sono arrivato a casa erano già qui. Sicuramente non mi hanno seguito, oltretutto ero in scooter e avrei fatto prima».

Dopo essersi slegato e aver chiesto aiuto al 113, Del Rosso si è fatto medicare all’ospedale. «Una brutta, brutta esperienza. Non l’auguro a nessuno. Alla fine è anche andata bene, visto il mondo in cui ormai si vive» conclude.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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