Il Tirreno

Montecatini

Boutique svaligiata dalla banda del buco

di Alessandro Gasperini
Boutique svaligiata dalla banda del buco

A picconate aprono un passaggio nel muro e si dileguano con maglie in cashmere e giubbotti in pelle per 150.000 euro

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MONTECATINI. Probabilmente sarà ricordato come “il colpo di Santa Barbara”. Proprio nella notte tra il 3 e il 4 dicembre, giorno in cui si festeggia la santa patrona di Montecatini, la “banda del buco” ha svaligiato una nota boutique del centro. Un’operazione pianificata, condotta durante un consistente periodo di tempo, e dai risultati pesanti per l’azienda: decine e decine di maglie in cashmere e capi in pelle. «Il valore? Difficile quantificarlo ora, di sicuro non meno di 150.000 euro. Ci hanno messo in ginocchio», dice il titolare.

Un furto studiato in tutti i dettagli, dicevamo, quello messo a segno nel negozio di abbigliamento “Dami”, in corso Roma 11, pieno centro commerciale di Montecatini.

“Abbigliamento di alta moda”, si definisce. E in effetti lì ci sono solo capi “griffati” e dai costi medio-alti. Per entrare i ladri hanno praticato un piccolo foro nel muro, appena sufficiente per far penetrare una persona (tra l’altro di corporatura esile) nel mezzanino, dove i capi di abbigliamento sono posizionati sulle grucce e negli armadi. E per farlo sono passati dall’edificio sul retro. Conoscevano a menadito la posizione, probabilmente avevano una piantina.

«Oppure l'avevano già fatto», riflette il titolare Damino Dami, ricordando un colpo analogo subito undici anni fa.

Fatto sta che per compiere l’operazione i predatori sono entrati dallo stabile dove prima c’era il Banco di Roma, di fianco alla Basilica di piazza del Popolo, accanto alla pizzeria. C’è un cancello, che hanno scavalcato, che porta a un piccolo corridoio esterno, su cui si affacciano le finestre della ex banca. Tutte protette con pesanti inferriate, che in effetti non sono state toccate. I ladri quindi hanno forzato la porta d’ingresso dell'edificio, attualmente abbandonato. Poi hanno salito le scale e si sono portati proprio nel punto esatto dove sapevano che, con qualche colpo di piccone, si sarebbero affacciati nella boutique. E da quel foro nella parete hanno cominciato il “trasbordo” di maglie e capi in pelle.

«Hanno preso solo quelli di maggior valore» spiega la commessa, Carmela, che è stata la prima ad accorgersi di cosa era successo alle 10 di ieri mattina, al momento di riaprire il negozio. «Sapevano come riconoscerli – prosegue – anche perché sono contrassegnati con dei cartellini che riportano la data di produzione. Quindi hanno scelto quelli all’ultima moda, i più costosi».

E tra i giacconi in pelle sono stati rubati soltanto quelli neri o scuri, probabilmente più facilmente smerciabili nei loro mercati di riferimento.

Un’operazione che ha richiesto parecchio tempo, forse ore. Fatto sta che nessuno si è accorto di niente ai piani superiori dello stabile, non sono stati uditi neanche i colpi di piccone. Poi i ladri hanno portato via la refurtiva ripercorrendo la stessa strada dalla quale erano venuti. Lasciando anche alcuni scatoloni con dentro capi di abbigliamento. Forse disturbati perché stava albeggiando e avevano timore di essere scoperti. «Più probabilmente – riflette Dami – perché volevano solo i capi più pregiati». In uno scatolone recuperato da polizia e vigili del fuoco e riconsegnato intorno a mezzogiorno, infatti, c'erano solo alcune maglie di fabbricazione meno recente.

Dami è amareggiato e scosso per quanto è successo. «Sappiamo tutti nel quartiere quali sono i soggetti che fanno questi lavori. Probabilmente li conoscono anche le forze dell’ordine. Oltretutto, è la stessa modalità utilizzata nel 2001. È un colpo molto duro per noi».

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