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Montecatini

lapenna contro il pd

«Città ridotta a Cenerentola della Toscana»

MONTECATINI. Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Alberto Lapenna, va all’attacco del Pd. «Il consigliere Gigli – dice - fa una mozione perché il ripristino della fontana di piazza Italia sia...

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MONTECATINI. Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Alberto Lapenna, va all’attacco del Pd. «Il consigliere Gigli – dice - fa una mozione perché il ripristino della fontana di piazza Italia sia una priorità per l’amministrazione. Fanucci organizza convegni sulle fusioni dei Comuni governati dal Pd, forse li vorrà mandare a casa e candidarsi a sindaco della Valdinievole, considerato che i montecatinesi difficilmente ridaranno il voto a una sinistra sconclusionata e incapace di governare, avendo ridotto Montecatini a Cenerentola della Toscana. L’amministrazione comunale invita il ministro degli Interni a parlare di sicurezza (parlare, badate bene, non ad affrontare e risolvere i problemi). Cari cittadini, oramai rassegnatevi a questa amministrazione poiché concentra i propri sforzi in annunci e dibattiti». «Nessuno – prosegue Lapenna - si occupa più della città e dei suoi problemi. Più volte abbiamo sollecitato l’amministrazione a esprimersi sui temi scottanti come Terme, sicurezza, prostituzione, arredo urbano, urbanistica. La sinistra sempre si è disinteressata di tutto, escluso delle cose a cui teneva particolarmente, per ragioni che ci sfuggono». «Sulla sicurezza – spiega il coordinatore di Fi - leggiamo tutti i giorni di furti, rapine, denunce e nessuno se ne occupa, ma ne discutono col ministro. Sull’arredo urbano assistiamo al degrado della città sia sotto il profilo della pulizia che del verde pubblico, abbandonato a sé stesso. Sui lavori pubblici il Pd li annuncia e l’amministrazione cuce le toppe sulle strade. Che dire poi della fiscalità, dove Montecatini raggiunge record nel fare il gabelliere verso i cittadini». Infine le Terme. «Hanno raggirato cittadini e forze politiche portando all’approvazione del consiglio comunale un protocollo d’intesa con la Regione che si è dimostrato farlocco. E allora che portino i libri della società in tribunale, dichiarino un bel fallimento e cambino il nome della città in Montecatini Pd». (d.m.)

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