Sicurezza
Nessun investitore: naufragano i progetti per l’ex convento
Monsummano, nel vuoto le proposte del sindaco Vanni per trasformare l’antico edificio in una struttura ricettiva e di aggregazione
MONSUMMANO. Niente da fare: l'ex convento di via San Bartolomeo, a Montevettolini, con tutta probabilità resterà vuoto e sulla strada dell’abbandono. A nulla sono serviti i ripetuti appelli – e i diversi incontri con ipotetici investitori – del sindaco Rinaldo Vanni, che da più di un anno lavora per un rilancio a fini turistici e ricettivi del bene storico, che di riflesso avrebbe giovato anche all’immagine dell’antico borgo.
«Abbiamo tentato vari approcci anche con soggetti locali e pensato ad alcune soluzioni, ma visto come sono le cose a questo punto abbiamo perso un po’ le speranze, e non credo ci siano ulteriori novità a breve», dice il sindaco.
Le ipotesi erano due. La prima, quasi subito accantonata per lo scarso interesse sollevato, era quella di un azionariato popolare: le associazioni e i paesani di Montevettolini si sarebbero fatti carico dell’immobile con la creazione di un bed and breakfast, di un ostello, in pratica di un piccolo resort tra le bellezze di questo colle, da affiancare magari a qualche negozietto di prodotti tipici, di costumi e tradizioni. Sarebbe stato, oltre che un caso-pilota, anche una vetrina per l’antico borgo, gestita direttamente dai suoi residenti.
Ma in un paio di assemblee pubbliche (e in un sopralluogo sul posto) gli umori non sono sembrati così entusiastici, nonostante la formazione di un gruppo di lavoro incaricato di studiare un progetto. E quindi non se fece più nulla.
Poi la seconda ipotesi: in sostanza sostituire l’impegno popolare con una società del settore, un partner privato in grado di sviluppare una specifica offerta per valorizzare l’accoglienza, magari con l’accesso a bandi e contributi europei. Ma anche qui le intenzioni sono rimaste evidentemente sulla carta.
In entrambi i casi l’amministrazione avrebbe fatto comunque la sua parte: l’idea era realizzare un bar, un luogo di ritrovo, una sorta di centro polivalente per cittadini e villeggianti.
Gli investitori, considerando l’ex convento un gioiello su quattro piani, con giardino, scantinato e soffitta su 700 metri quadrati di superficie complessiva, si sono tutti fermati di fronte al prezzo di mercato richiesto per l’immobile: circa 500.000 euro, a cui deve essere aggiunto il costo dei lavori per il rifacimento dei vecchi impianti, con i muri, i solai e la copertura che sono invece di recente ristrutturazione.
E allora, a questo punto, l’ex complesso conventuale ritornerà nella disponibilità dei proprietari, cioè la Congregazione delle Suore passioniste di San Paolo della Croce, che avevano concesso un periodo di comodato d’uso gratuito al Comune proprio nel tentativo di trovare nuova destinazione e funzionalità a un patrimonio da tempo dimenticato.
Dove le religiose hanno soggiornato dal 1935 al 2007 (e avevano anche aperto una scuola elementare al piano inferiore, attiva fino a una decina di anni fa), poi lasciandolo per sistemarsi in un altro rifugio. A Montevettolini quasi certamente non ci ritorneranno. E l’ex convento di via San Bartolomeo resterà così desolatamente chiuso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
