Il Tirreno

Montecatini

Aggressioni e minacce ai vicini di casa: in carcere

Pescia, la situazione era diventata insostenibile per chi viveva nel palazzo Il gip ha ordinato l’arresto di Cristian Giuntoli e Irene Truglio per stalking

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PESCIA. Aggressioni fisiche e vessazioni intollerabili. Uno degli abitanti del condominio aggredito per motivi futili e colpito con una bottigliata in testa. Poi minacciato con una sbarra di ferro. Una donna minacciata di morte dalla coppia - marito e moglie, 42 e 39 anni, entrambi con precedenti di polizia - perché ritenuta responsabile di furto di corrente elettrica. Accusa che era frutto della loro fantasia.

La situazione non era più sopportabile da tempo nel condominio pesciatino, e alla fine, dopo denunce e indagini circostanziate dei carabinieri, sono scattate le manette ai polsi della coppia. I due, Cristian Giuntoli e Irene Truglio, sono stati arrestati per stalking dai militari della Stazione di Pescia a seguito di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Pistoia, Patrizia Martucci. Lui è stata portato in carcere a Prato, lei a Sollicciano.

La vicenda che vede come protagonisti i due, ha avuto origine da recenti denunce presentate da altri condomini del palazzo del centro storico dove viveva la coppia, stanchi delle vessazioni, minacce, ingiurie ed aggressioni fisiche alle quali erano sottoposti. Ma in realtà i fatti che l’hanno determinata, sussistono da anni, e sono praticamente proseguiti fino all’arresto di due giorni fa.

I due disturbavano abitualmente il riposo delle persone che vivono nello stabile ma anche nel vicinato, con grida, rumori e musica di apparecchi elettronici ad altissimo volume, ad ogni ora del giorno e della notte. Ubriacandosi abitualmente, minacciavano, molestavano e offendevano più volte alcuni condòmini ed in qualche caso compivano atti di danneggiamento, provocando uno stato di continua ansia e il timore fondato per la propria incolumità a più persone, colpendo per esempio con pugni e calci le porte degli altri appartamenti per futili questioni sempre provocate dalla loro aggressività.

Nel luglio del 2014 era arrivato alla Procura, tramite la locale stazione carabinieri, un esposto non firmato ma riconducibile agli abitanti della zona, che si lamentavano delle intemperanze della coppia, mentre sia prima che dopo la presentazione dell’esposto vi sono state denunce di persone che avevano subìto vere e proprie aggressioni fisiche e vessazioni intollerabili: un condomino, aggredito dopo un diverbio, era stato colpito da una bottigliata sulla testa e poi minacciato di morte con una sbarra di ferro. Un’altra, minacciata di morte perché ritenuta dai due responsabile di furto di corrente elettrica ai loro danni (frutto peraltro della loro fantasia) era rimasta per varie ore senza luce in casa perché i due le avevano staccato il contatore e la donna temeva una loro “imboscata” se fosse uscita di casa per riavviare il quadro elettrico.

I due, indagati da anni per tutta una serie di episodi di violenza - alcuni dei quali commessi ai danni di due condomini - avevano portato il 39enne, condannato a due anni di reclusione, a trascorrere un periodo di detenzione in carcere. Ma nelle vittime si era ormai creato un grave stato di ansia e paura, nel caso di una persona con conseguenze sulla salute, e in altri con influenze profonde sulle abitudini quotidiame. Una donna è stata costretta a entrare in casa da un ingresso secondario per evitare di incrociare i due e ha lasciato l’appartamento per due mesi, un’altra ha lasciato l’appartamento definitivamente e si è trasferita altrove.

In tutto quest’arco di tempo c'è stato uno stillicidio di interventi da parte dei militari della locale stazione che hanno ricostruito i vari episodi, fornendo un quadro della situazione che ha finalmente consentito alla Procura della Repubblica di richiedere e ottenere la più severa delle misure cautelari nei confronti di Giuntoli e Truglio.

Ai due è stato sequestrato in maniera preventiva l’appartamento, che sarà liberato a breve. Infatti, l’abitazione è di proprietà dell’Agenzia del Demanio, che ne era entrato in possesso, finora nominale, a seguito di alcune vicende giudiziarie nelle quali erano rimasti coinvolti i parenti della coppia, che l’avevano precedentemente abitata. Cristian Giuntoli e Irene Truglio la occupavano abusivamente e finora non erano state mai eseguite procedure coattive perché il demanio ne rientrasse in possesso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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