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Scuse Asl alla neo-mamma bloccata nell’ascensore

Scuse Asl alla neo-mamma bloccata nell’ascensore

La donna e i gemellini nati col cesareo hanno rischiato ma stanno bene Proteste da Cisl e Intersindacale medica. Niccolai (Pd): urgente il nuovo reparto

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PESCIA. Stanno bene la mamma e i due gemellini dopo il fermo in ascensore all'ospedale di Pescia. Lo confermano i medici del reparto e la direzione sanitaria del “Cosma e Damiano”, che si dichiara profondamente dispiaciuta per l'accaduto. In una nota la direzione aziendale dell’Asl 3 «si scusa per l'increscioso episodio e fa presente che l'ascensore era sottoposto a periodica e regolare manutenzione e non aveva presentato problematiche di funzionamento». «Anche i vigili del fuoco - prosegue la nota - hanno verificato, a conclusione del loro intervento, che le attività manutentive e la gestione dell'impianto desunta dalla documentazione esaminata era regolare. Tale episodio purtroppo rientra tra gli eventi imponderabili che si possono comunque verificare». A seguito dei fatti accaduti l’Asl, insieme alla direzione del presidio e all'area tecnica, sta valutando ulteriori possibili azioni di miglioramento in attesa dei lavori di adeguamento della sala parto che, creando una sala operatoria complanare alle degenze e alle sale travaglio, consentiranno di non aver più necessità di utilizzare gli ascensori.

Non era la prima volta che accadeva. Poco più di due mesi fa, il 29 settembre, due donne e un neonato erano rimasti intrappolati nell'ascensore del reparto ostetricia dell'ospedale, così come il 30 novembre è accaduto alla donna sottoposta al taglio cesareo d'emergenza. Anche allora provvidenziale era stato l'intervento dei vigili del fuoco. «Ma cosa sarebbe successo se i vigili del fuoco fossero stati 10 minuti più lontani? - si domanda Roberto Rossi della Cisl - era stato lasciato un reparto perché c'erano dei problemi con un ascensore e adesso si ripropone la stessa situazione, è paradossale. Auspichiamo che venga fatta al più presto luce sulla vicenda e aspettiamo di essere convocati dall'azienda quanto prima per affrontare le numerose problematiche dell'ostetricia, che non riguardano solo l'organizzazione dell'ambiente di lavoro, ma anche e soprattutto la situazione difficile del personale, che è il primo che merita di lavorare in sicurezza, ma che è in sofferenza anche per i turni di lavoro, che non riescono ad essere coperti». Dello stesso tenore l'intervento di Elia Martino dell'Intersindacale Medica, che sottolinea come «non solo i pazienti, ma anche il personale sanitario vive costantemente in una situazione di emergenza e di mancanza di sicurezza, non solo per carenze strutturali dell'ospedale - a proposito dell'ascensore, dicono che sia nuovo... eppure si è rotto lo stesso - ma per il fatto che con la nuova legge non si riescono a coprire i turni, siamo davvero messi male. La direzione faccia delle scelte e se ne assuma la responsabilità, ma non ci faccia lavorare più in queste condizioni precarie». Per il consigliere regionale Marco Niccolai (Pd) tutto questo «non fa altro che confermare quanto la scelta della Regione di investire 1 milione di euro per la completa ristrutturazione del reparto di ostetricia e ginecologia sia stata necessaria e opportuna, ma allo stesso tempo ne fa emergere l'urgenza». Niccolai ha riferito di avere già incontrato l'assessore regionale alla salute Stefania Saccardi, la direzione generale dell'Asl e quella ospedaliera per approfondire quanto accaduto. «Nei prossimi giorni presenterò un'interrogazione in consiglio regionale - ha detto - in cui chiederò di velocizzare ulteriormente le procedure per la realizzazione dei lavori».

Maria Salerno

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