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Montecatini

la polemica sull’impianto del marchi

«La piscina doveva restare aperta»

Scaricata dalla Provincia, la società Acquatica replica con amarezza

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PESCIA. «Avremmo voluto tenere aperta la struttura fino alla fine dell'anno scolastico, così da garantire un servizio alla comunità, ma gli amministratori provinciali di tutto si preoccupano meno che dei disservizi che generano ai cittadini ed alla collettività con le loro scelte. E questo è davvero molto triste». C'è amarezza nelle parole di Stefano Franceschi, responsabile di Acquatica, la società che fino alla settimana scorsa ha gestito l'impianto sportivo Marchi e che accusata di "inadempienza" da parte dell'amministrazione provinciale ha visto rescindere pochi giorni fa il suo contratto.

Il proposito, espresso da Acquatica, di mantenere aperto l'impianto fino a giugno e traghettarne la gestione verso altre forme, che la Provincia avrebbe nel frattempo definito, in un primo tempo era stato accolto positivamente sia dall'amministrazione provinciale che da quella regionale. Se ne era discusso nell'ambito di un incontro, che si era svolto lo scorso 29 settembre e al quale avevano partecipato tutti gli attori della vicenda: società, amministrazione provinciale e amministrazione comunale. Poi però, è arrivata l’improvvisa decisione di segno opposto.

«Proprio in quella circostanza - riferisce Franceschi - fu concordato tra le parti un incontro successivo, da tenersi in tempi ristrettissimi, con i legali dell'ente per valutare la possibilità di definire il contenzioso in forma concordata, ma non siamo mai stati convocati tanto che è stato il nostro legale a scrivere alla provincia l'8 ottobre per chiedere se si intendesse procedere secondo quanto era stato stabilito nel corso di quell'incontro o al contrario si volesse optare per la strada del contenzioso».

Nel frattempo Acquatica aveva iniziato a eseguire i lavori di manutenzione straordinaria, che le hanno di fatto consentito di riaprire l'impianto il 18 ottobre.

«Pochi giorni dopo però ci arriva l'atto della Provincia che ci comunica la decisione di terminare il rapporto - prosegue Franceschi - La accogliamo con tanta amarezza, per i termini, ed altrettanta incredulità, per i modi. Ed altro non possiamo fare se non decidere di tutelare i nostri legittimi interessi ricorrendo contro l'atto dell'ente».

Fino ai fatti di oggi. «Perché Vanni si stupisce di fronte alla comunicazione della società di prendersi ulteriori due settimane per la riconsegna della struttura per avere la possibilità di rientrare in possesso di materiali e strumentazioni necessarie per la fornitura del servizio? - chiede Franceschi - Vanni aveva in mano il potere decisionale per garantire la non interruzione del pubblico servizio, che la nostra società stava garantendo, ma se decide di percorrere strade diverse come può ora contestarci la richiesta, del tutto legittima, di avere il tempo di togliere dalla struttura tutti i materiali di nostra proprietà?» (m.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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