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Il Nido della Civetta: 25 anni e non dimostrarli

Il Nido della Civetta: 25 anni e non dimostrarli

Ancora al centro della vita notturna cittadina con i suoi giochi in scatola e il clima conviviale. Il titolare Luca Benedetti: resistiamo anche senza wifi

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MONTECATINI. In principio c'era il Nido della Civetta, correva l'anno 1990. Con i suoi giochi in scatola, con la sua atmosfera conviviale, dove le parole erano più importanti della musica.

Sono cambiate mode, gusti, costumi, la nightlife cittadina si è trasformata. Ma il Nido è ancora lì, in via Mezzomiglio. E domenica 29 novembre compie 25 anni: un anniversario che pochi locali notturni possono vantare, un settore che si rivoluziona nel giro di pochi mesi, che muta temi, aspetti, fisionomia. Baluardo nell'evoluzione esasperata, dal Bacardi e Coca al Vodka Red Bull. «Abbiamo mantenuto in 25 anni la stessa tipologia di prodotto, individuata nel buon bere e nell'intrattenimento - dice il titolare, Luca Benedetti- la clientela si è poi fidelizzata con i giochi in scatola, si è affezionata alle serate di una volta, intorno a un tavolo, dove è possibile parlare, conoscersi. Questa è la nostra forza. Siamo nel 2015, e al Nido non c'è il wifi: qualcosa vorrà pur dire. Certo, anni fa organizzavamo con più frequenza serate di cabaret, anche Panariello si è esibito qui da noi. Da un po' di tempo questa tipologia di spettacolo è superata. È per questo che domani (domenica 29, ndr) riproponiamo un po' di comicità retrò con Gianni Giannini (quello di “C'è una topa su una tipo”, ndr) presentato da Roberto Reschi. Naturalmente dalle 20 ci sarà anche l'aperitivo a buffet e una selezione musicale di deejay Joey, come va di moda oggi».

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L'amarcord emoziona. Il compleanno del Nido della Civetta permette di ripercorrere una storia lunga un quarto di secolo, come Montecatini e la Valdinievole hanno affrontato la notte e quel popolo che al calar del sole vuole divertirsi. Insieme al Nido, solo Il Principe di piazza della Resistenza a Margine Coperta è resistito oltre 25 anni (aprì a metà anni '80 con la specialità tuttora mantenuta delle birre ricercate, e un'invenzione: i panini farciti al pub). Certo, c'erano le Panteraie (ma non il Lidò): allora soprattutto luogo di banchetti e feste, latinoamericano e ballo liscio. Per intendersi, a quel tempo in voga era la discoteca del Kursaal. E poi i primi american bar: in zona liceo scientifico il Vogue di via Fanciullacci e L'Angolo alla rotonda di via Marconi (ora ristorante Oca Nera), il Plaza in centro a Monsummano (ora bar Natalino), il Mamunia in via Primo Maggio a Margine Coperta, poco prima di Villa Ankuri, e il Funi Bar di viale Diaz, accanto alla funicolare. Andavano tra i giovani anche i piano bar, come il Blue Moon e il Bar Latino all'inizio di via Mezzomiglio (di fronte a dove oggi c'è la gelateria da Gomma). E il più famoso di tutti, la Cascina di Ramon in viale Verdi, con il suo pianoforte bianco a coda e i suoi live music.

Il nostro territorio era e resta patria di discoteche, anche se prima l'ingresso era alle 23, oggi intorno all'una di notte: il Deep Blu sempre in via Mezzomiglio (da tempo una palestra) e il Keruba (in seguito Gilda) in piazza del Popolo, l'Area alle Pietre Cavate, il Bang Bang in via Francesca a Cintolese (da poco tornata club con The Box Firenze), il Lollipop in piazza del Mercato a Pescia (oggi night club Kandariya), il Quetzal di Serravalle e la breve stagione a metà anni '90 dell'Excalibur di Marliana. E poi l'Apogeo a Montecatini Alto, con la terrazza pre e post disco dell'Alex Bar. Storia, ricordi, aneddoti del grande circo del divertimento. Che si è innovato, corretto, migliorato. Che ha dato lavoro a centinaia di persone. E che è dentro i nostri cuori.

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