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Pescia resta senza piscina e palestra

Pescia resta senza piscina e palestra

Annunciati ricorsi e una class action, mentre gli studenti del “Marchi” minacciano l’occupazione

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PESCIA. La piscina Marchi ieri ha chiuso. Nonostante non siano mancati i tentativi di giungere ad un accordo, mediati anche dal sindaco Oreste Giurlani per garantire continuità ad un servizio importante per la collettività, la Provincia proprietaria dell'impianto ha disdetto il contratto con la società Acquatica, intimandogli la consegna delle chiavi della struttura. A nulla, dunque, sono valse le trattative per mantenere l'impianto attivo almeno fino a giugno, così come avevano auspicato gli utenti e lo stesso Giurlani, per ridurre al minimo i disagi di chi la piscina la frequenta non solo per lo svago e il divertimento, ma svolgendovi attività agonistica, riabilitativa e didattica. La notizia è stata accolta con notevole disappunto dagli utenti, che non hanno escluso azioni di protesta e anche un'eventuale class action nei confronti dell'amministrazione provinciale. Una folta delegazione, giovedì scorso, si è recata in Comune per ascoltare direttamente dal presidente della Provincia Rinaldo Vanni le ragioni della chiusura dell'impianto e ragionare insieme sulle soluzioni percorribili. Ma Vanni ha disertato l'incontro, facendo sapere tramite una lettera inviata al primo cittadino che sarebbe stato auspicabile parlare con la cittadinanza solo dopo il 27, data della chiusura della piscina, per conoscere tempi e modi per l'affidamento ad altro gestore. Nella stessa lettera Vanni ha invitato il Comune a prendere in carico la gestione della struttura, anche in via temporanea così da minimizzare i disagi. «La sensazione è che la Provincia la faccia fin troppo semplice - è stato il commento di Giurlani - perché il Comune potrà gestire l'impianto solo al termine del contenzioso, non prima. Questo potrebbe implicare la chiusura della piscina per un periodo molto lungo e a quel punto riaprire sarebbe ancora più complicato». Acquatica, infatti, pur non prendendo parte all'incontro pubblico ha reso nota la propria posizione tramite un comunicato, che ha letto il sindaco. «La chiusura non dipende dalla nostra volontà, ma è un atto, contro il quale ricorreremo nelle sedi opportune». Poche parole e stringate, dalle quali però si evince che la strada per il nuovo affido e quindi per la riapertura della struttura sarà tutt'altro che in discesa. «Andremo a protestare civilmente alla provincia - ha annunciato un rappresentante degli studenti del Marchi - se non saremo ascoltati occuperemo per riavere gli spazi dove poter svolgere le ore di educazione fisica». L'impianto Marchi, infatti, oltre alla piscina ospita la palestra, dove vengono svolte le attività didattiche dei due istituti limitrofi, il Marchi e il Sismondi. Per qualcuno «la palestra deve riaprire velocemente», qualcun'altro, invece, ha detto che «riaprire la palestra e non la piscina sarebbe un compromesso che fa male alla città». I cittadini si sono rivolti al sindaco chiedendo se lo stesso, può provvedere con un'ordinanza a riaprire la piscina. «Non si è mai visto - ha risposto Giurlani - che un ente pubblico riapra con un'ordinanza una struttura che un altro ente pubblico ha fatto chiudere, ma per parte mia farò tutto ciò che mi è possibile fare».

Maria Salerno

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