Il Tirreno

Montecatini

Piscina Marchi verso la chiusura

Il presidente della Provincia chiede al Comune di assumerne la gestione

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PESCIA. La Piscina “F. Marchi” ha i giorni contati. Dopo il lungo tira e molla tra l’ente proprietario, cioè la Provincia e la società Acquatica, che gestisce l’impianto, la sua chiusura e la riapertura e il clima di incertezza respirato in questi mesi intorno ad un servizio fondamentale per la città, il presidente Rinaldo Vanni ha scritto al sindaco Oreste Giurlani per ufficializzare la definiva chiusura dell’impianto, ma allo stesso tempo per suggerire che sia lo stesso Comune a prendere in gestione l’impianto, sia pure in via provvisoria. «Il Comune avanzi una proposta formale per la gestione diretta (anche in forma provvisoria) della piscina F. Marchi, così da non arrecare o limitare al massimo i disagi ai cittadini-utenti». Il suggerimento del presidente Vanni giunge nell’ottica di una piena e totale collaborazione fra enti e «condividendo il timore espresso dal sindaco di Pescia per i disagi che la chiusura della palestra-piscina Marchi può costituire per tanti cittadini del territorio». Nella lettera, Vanni ha ribadito, inoltre, che «la Provincia si è vista costretta ad attivare gravi azioni legali, divenute inderogabili per la ripetuta inosservanza degli obblighi contrattuali della Società Acquatica, obblighi fondamentali al mantenimento in esercizio degli impianti sportivi» in seguito alle quali è stato intimato il rilascio degli impianti, che si dovrà concretizzare venerdì prossimoe. Nella stessa comunicazione Vanni propone uno slittamento dell’incontro pubblico, già indicato per giovedì «al fine di poter dare una informazione ampia e considerando che gli scenari che si potranno aprire successivamente al 27 saranno determinanti per capire tempi e modi di affidamento ad altro soggetto della gestione della palestra-piscina e quindi dare esaurienti risposte ai cittadini che a giusta causa chiedono certezze in merito». Proprio nei giorni scorsi, alcuni utenti della struttura si erano detti preoccupati di fronte all’eventualità che un cambio di gestione così repentino potesse determinare l’impossibilità di accedere all’impianto per un lungo periodo di tempo. (m. s.)

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