Attenzione
Vittiman: al Pacini solo un sopralluogo
L’assessore di Pescia nega che il teatro sia stato concesso per fare delle prove come sostiene il consigliere Franceschi
PESCIA. «Il teatro Pacini non è mai stato concesso a nessuna compagnia perché vi effettuasse delle prove, quindi è stato montato un caso sul nulla». Così l’assessore alla cultura Barbara Vittiman, da settimane nel vortice delle polemiche a causa della chiusura del teatro cittadino per interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza, si difende dall’ennesimo attacco sferrato dal consigliere Oliviero Franceschi. Qualche giorno fa, proprio Franceschi aveva segnalato l’apertura del teatro Pacini, nella serata di venerdì 13 novembre. Sempre Franceschi riferiva di avere chiesto spiegazioni al sindaco Oreste Giurlani in merito a quell’apertura da lui giudicata “anomala” e di avere appreso dal primo cittadino che si trattava di una compagnia teatrale fiorentina che stava provando. «Com’è possibile – sottolineava il consigliere della minoranza – concedere un teatro con problemi di agibilità ad una compagnia teatrale che vi allestisce uno spettacolo e privare la cittadinanza della sua stagione teatrale, adducendo come motivazione proprio lo stato di pericolosità per l’incolumità pubblica della fatiscente struttura?». Proprio su questo Franceschi ha presentato un’interrogazione, che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale, nella quale domanda se l’assessore Vittiman era a conoscenza di questo fatto e lo ha autorizzato, se è stata fatta una determina o è bastata solo la sua parola per tale concessione e se tale compagnia ha pagato per avere a disposizione il teatro. Ebbene «non si trattava di prove – ha spiegato l’assessore Vittiman – bensì di un sopralluogo per verificare se il teatro Pacini può ospitare spettacoli ecosostenibili, secondo i principi del disciplinare Gea (Green Entertainment Act) presentato in consiglio regionale circa un mese fa». Dal momento che il teatro sarà oggetto di interventi strutturali, dunque, perché non verificare l’opportunità di farvi svolgere degli “spettacoli green”? «Non erano prove, quindi, ma una valutazione da parte di alcune persone per vedere se il teatro così com’è è idoneo ad accogliere pratiche di ecosostenibilità - dice l’assessore - Per far questo ovviamente è stato necessario che queste persone visitassero il teatro e vi rimanessero per qualche giorno, il tempo necessario a realizzare un allestimento. In seguito a questo sopralluogo sono stati redatti dei verbali nei quali vengono segnalate le cose che si possono fare e quelle che non si possono fare. Chiaramente durante il sopralluogo il teatro era chiuso al pubblico, non è stato concesso a terzi come ha detto Franceschi, ma semplicemente messo a disposizione per valutare se il nostro teatro può essere inserito in questo circuito green». E la questione dell’agibilità sollevata da Franceschi? «Il teatro è inagibile per gli spettacoli, nel senso che un teatro che non ha vie di fuga non può accogliere 500 persone che si recano lì per vedere uno spettacolo – ha ribadito la Vittiman – al contrario dieci persone che si recano lì per un sopralluogo non comportano alcun problema».
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