La piscina Marchi chiude su ordine della Provincia
Il presidente Rinaldo Vanni rescinde il contratto con la società Acquatica «Sarà solo per pochi giorni, poi l’affideremo in via provvisoria a un altro gestore»
PESCIA. La piscina “Marchi” chiuderà a fine mese. La notizia che già da qualche giorno circolava sui social network, ieri è divenuta ufficiale. È stato lo stesso presidente della Provincia di Pistoia, Rinaldo Vanni, infatti, a confermare i timori degli utenti dell’impianto circa la sua imminente chiusura.
Le ragioni, note da tempo, sono relative alle inadempienze imputate dalla Provincia ad Acquatica, la società che gestisce l’impianto, che oltre alla gestione ordinaria avrebbe dovuto provvedere, secondo gli accordi contrattuali sottoscritti con l’ente pistoiese nel 2010, a consistenti investimenti nella struttura entro il 2013. Pertanto la stessa Provincia con atti formali ha chiesto al gestore di liberare la struttura entro fine mese. Prosegue, dunque, l’incerto destino dell’impianto sportivo pesciatino, tra chiusure e riaperture.
«L’intenzione della Provincia è, comunque, quella di continuare a garantire il servizio alla cittadinanza – ha assicurato Vanni – riducendo al minimo i disagi ai frequentatori dell’impianto. A tal fine, nel momento in cui sarà restituito l’immobile, si procederà tempestivamente all’assegnazione provvisoria con la procedura della manifestazione di interesse. Successivamente, poi, verrà predisposto un nuovo bando di gara per l’assegnazione definitiva della gestione (decennale o forse addirittura ventennale), che a quel punto potrebbe non riguardare più solo Pescia, ma anche le piscine di Pistoia e di Maresca così da offrire un’opportunità economicamente più vantaggiosa a chi si dimostrerà interessato».
Secondo il presidente della Provincia, dunque, la chiusura dell’impianto sarà solo temporanea e della durata di pochi giorni:, una settimana, 10 giorni al massimo. Il presidente Vanni ha, inoltre, ricordato che i lavori previsti dalla convenzione dovranno, comunque, essere effettuati da chi subentra alla gestione ad Acquatica, trattandosi di interventi legati alla sicurezza degli utenti.
Ma cosa succederebbe se Acquatica non attendesse alle prescrizioni della Provincia di lasciare la struttura? A sollevare il dubbio è il sindaco Oreste Giurlani, che ha dichiarato di avere richiesto già da tempo al presidente Vanni un incontro urgentissimo per spiegare agli utenti cosa sta succedendo e di non avere avuto, ad oggi, alcuna risposta. Tra l’altro, secondo il primo cittadino l’assegnazione diretta appare come «una soluzione poco praticabile» e ha rinnovato la disponibilità del Comune a prendere in carico la struttura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
