Il Tirreno

Montecatini

Due famiglie piangono il cugino Pierre

David Meccoli
Un'immagine di Pierre Innocenti con la muta da sub
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Un'immagine di Pierre Innocenti con la muta da sub

Il titolare dello “Chez Livio” morto negli attentati di Parigi aveva frequentato Montecatini da piccolo. Suo padre scende ogni anno dagli Sforza-Masini

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MONTECATINI.  C’era anche un pezzetto di Montecatini quella maledetta sera al Bataclan, il locale parigino dove i terroristi dell’Isis hanno fatto irruzione durante un concerto e messo fine a tante giovani vite. Pierre (ma i parenti montecatinesi l’hanno sempre conosciuto come Piero) Innocenti era un giovane di non più di 40 anni, imprenditore di successo (ramo ristorazione) e appassionato di musica e sport estremi (il surf, il paracadutismo). Nato e cresciuto a Parigi, ma con una storia che inizia nella nostra città. La famiglia Innocenti (cognome quanto mai diffuso in Valdinievole) viveva all’inizio del secolo scorso tra la zona del Gallo e Via Nova.

È lì che nascono tre fratelli: i due maschi emigrano in Francia all’inizio degli anni ’30. Soprattutto il secondo, Livio (classe 1908), fugge con la moglie Maria Jolanda, conosciuta a Conegliano Veneto durante il servizio militare, per ragioni politiche (si era in pieno ventennio fascista). A Montecatini resta Evelina che, sposatasi, mette alla luce Alba, che sarà poi sposa del compianto Luciano Masini, un’istituzione per il commercio cittadino (sua la storica macelleria di corso Roma), per anni presidente prima dell’Ascom e poi di Unim Confesercenti.

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Intanto la famiglia Innocenti sceglie Parigi come dimora definitiva: nel 1963 rileva una pizzeria a Neuilly-sur-Seine, sobborgo chic della capitale francese, famoso per aver fatto da trampolino di lancio alla carriera di Nicolas Sarkozy (che qui è stato sindaco e vi risiede tutt’oggi). Il locale sarà poi gestito dal figlio Alfio, quindi dal nipote Pierre. Venerdì scorso Alba Sforzi Masini e il figlio Leonardo guardano in tv i tragici fatti di Parigi. E l’indomani mattina telefonano ad Alfio, per chiedere se va tutto bene. «È così – racconta Leonardo Masini – che abbiamo scoperto della morte di Pierre, che aveva più o meno la mia età. L’ho conosciuto tanti anni fa, ma ora era tanto che non tornava a Montecatini, a differenza di suo padre Alfio che ci passa a trovare almeno due o tre volte all’anno. È davvero brava gente, in gamba».

Tanto in gamba che il locale parigino poco a poco si fa un nome - “Chez Livio”, appunto - e annovera tra gli ospiti (oltre allo stesso Sarkozy), prima Brigitte Bardot e poi Zlatan Ibrahimovic e il portiere della Nazionale italiana (e del Paris Saint Germain) Salvatore Sirigu. Proprio martedì, durante il match che ha opposto l’Italia alla Romania, i commentatori hanno in tv rimarcato a più riprese la perdita negli attentati parigini di due amici di Sirigu. Ora si scopre che si trattava di Pierre Innocenti e Stéphane Albertini (quest’ultimo, diversamente da quanto si credeva in un primo momento, non sarebbe il cugino ma il migliore amico di Pierre), titolari proprio del “Chez Livio”, ormai punto di riferimento dell’haute cuisine franco-italiana e di tanti parigini in gita fuori porta (nel fine settimana non è raro trovarci un migliaio di clienti).

«Quando Pierre era piccolo – racconta Masini – il padre Alfio gli ha prima insegnato l’italiano e poi il francese. È ancora una famiglia legatissima al nostro Paese e orgogliosa dell’Italia». E il Comune sta pensando di omaggiare i parenti di questa vittima del terrorismo. L’ultima testimonianza di vita per Pierre e Stephane (che era da poco diventato padre) è stato un messaggio postato su Facebook (“Rock!”) prima dell’ingresso al Bataclan. Poi l’orrore a colpi dei kalashnikov dal quale non sono usciti vivi.

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