Sicurezza
Panettiere reagisce, sfuma la rapina
L’uomo di Borgo a Buggiano è stato aggredito da due banditi ieri mattina durante le consegne
LUCCA. È ancora buio in via Lisio. Diego Sciuto, 43 anni, di Borgo a Buggiano, è a bordo del suo furgoncino Dokker carico di pane caldo e focacce pronto per le consegne a domicilio che da 15 anni effettua nei paesini della zona di Lammari e Capannori. I lampioni sono spenti lungo quella strada che alle 6,30 del mattino è ancora praticamente deserta: per Diego è una giornata di lavoro come un'altra, con le stesse tappe, lo stesso trantran. Una routine che però ieri è stata bruscamente interrotta da due uomini più o meno della sua stessa età che hanno tentato di rapinarlo per poi darsi alla fuga a bordo di una Golf 6.
I due si sono avvicinati al Dokker di Diego e hanno bussato al finestrino chiedendo al rivenditore se poteva dare loro un po' di focaccia. «Un pezzo di pane non si nega a nessuno», ha pensato Diego Sciuto che a quel punto è sceso dal furgone. Ma non ha avuto nemmeno il tempo di aprire del tutto il portellone posteriore del mezzo che uno dei malviventi l'ha immobilizzato aggredendolo alle spalle. «Ha cercato di bloccarmi le braccia - racconta Diego - mentre l'altro, che aveva il volto coperto dal cappuccio della felpa, mi tirava i pugni sulla testa».
Alcuni colpi Diego è riuscito a schivarli: uno l'ha preso sulla tempia, l'altro sulla nuca ma ha trovato comunque la forza di reagire alla furia dei malviventi. «A un certo punto sono riuscito ad afferrare una sbarra del montacarichi che avevo dentro al cassone - racconta Sciuto - e ho cercato di difendermi. Ho colpito l'uomo che stava cercando di portarmi via i soldi frugando nel marsupio. A quel punto i due sono scappati a bordo di una Golf 6 nera».
Diego Sciuto ha immediatamente richiesto l'intervento dei carabinieri di Lammari e poi si è recato in caserma per sporgere denuncia. È il terzo tentativo di rapina in pochi giorni e il sospetto è che i due malviventi possano essere gli stessi che all'alba di domenica hanno picchiato e derubato due persone mentre facevano rifornimento di benzina nei distributori Beyfin, in viale Europa a Lammari e Tamoil a San Colombano. Lo stesso avevano fatto anche il giorno prima, rapinando un altro cliente del Beyfin. Ma dei due purtroppo non c'è ancora alcuna traccia.
Del marsupio di Diego Sciuto restano solo i brandelli. Sul collo e sulla testa restano invece i segni di un'aggressione che poteva anche finire molto male. «Hanno tentato di rapinarmi per 200 euro - racconta il rivenditore di pane a domicilio - i contanti ce li avevo nella tasca della felpa e non sono riusciti a portarmeli via ma ho rischiato grosso. Ho reagito e mi è andata bene, ma se invece avessero tirato fuori un coltello cosa avrei potuto fare?». Diego Sciuto, quarantreenne residente a Borgo a Buggiano, è ancora scosso da quanto è accaduto all'alba di ieri in via Liso, a pochi passi dalla comunità "La Rondine" mentre faceva le consegne del pane. Non si capacita che sia successo a lui, soprattutto da quando dalla Sicilia si è trasferito in Toscana. «A Catania ho visto di tutto ma mai mi sarei potuto immaginare di essere vittima di una rapina qui - racconta Diego - e invece ormai non si può più stare tranquilli da nessuna parte. Sono disposti a qualsiasi cosa anche per pochi spiccioli». Durante la colluttazione i due malviventi hanno parlato tradendo un accento che secondo quanto ha riferito Diego era toscano: «Levagli il marsupio, diceva quello che mi teneva all'altro malvivente - e dalle altre poche parole che hanno pronunciato mi sono sembrati toscani. Sono caduti tutti gli spiccioli per terra e non hanno preso nemmeno quelli. Dopo l'aggressione ho chiamato i carabinieri che sono venuti sul posto». Subito dopo aver sporto denuncia, Diego Sciuto è tornato al suo lavoro: «Non potevo lasciare i miei clienti senza pane - dice - non sono nemmeno andato al pronto soccorso perché a parte lo spavento sto bene. Ora mi torna in mente che il fabbro l'altro giorno mi ha detto: "Che ci fai con quella sbarra del montacarichi nel furgone?" e io gli ho risposto: "Se qualcuno mi aggredisse avrei qualcosa con cui difendermi". Non posso ancora credere di averne avuto davvero bisogno».
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