Attenzione
Centro ricerca, Vanni si appella alla Regione
Il presidente della Provincia: convenzione in scadenza, chi finanzia la prosecuzione delle attività?
LARCIANO. Già quest'anno il suo futuro era a rischio, poi un contributo una tantum della Regione (pari a 30.000 euro) lo aveva salvato dalla chiusura definitiva.
Ora ci risiamo: torna l'incertezza sul Centro ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio, con sede al centro visite di Castelmartini. La struttura, nel corso del 2014, ha visto l'uscita di alcuni Comuni soci (Larciano, Lamporecchio e Ponte Buggianese) con il subentro di altri (Monsummano, Pieve a Nievole e Montecatini), e il contemporaneo disimpegno della Provincia di Pistoia, che con una quota annua di 40.000 euro ne assicurava la sopravvivenza (e pagava gli stipendi dei due dipendenti).
A meno di un mese e mezzo dal 31 dicembre, ultimo giorno di “vita” del Centro ricerca, il presidente della Provincia Rinaldo Vanni, che presiede il consiglio di amministrazione, ha inviato una lettera agli assessori all'Ambiente e all'Agricoltura della Regione, Federica Fratoni e Marco Remaschi, perché “sono emerse preoccupazioni in merito al futuro della riserva naturale del Padule di Fucecchio e della stessa associazione che rappresento, in relazione con la situazione di rapida evoluzione dei ruoli e delle competenze delle amministrazioni provinciali”.
Vanni, in sostanza, chiede agli assessori toscani “un incontro urgente per valutare insieme, considerando anche il passaggio alla Regione delle deleghe sull'ambiente, le prospettive e le azioni da intraprendere al fine di salvaguardare un'esperienza ventennale di tutela e valorizzazione della più grande palude interna italiana”.
È ciò che poi sostiene l'associazione Amici del Padule di Fucecchio, fondata nel giugno scorso e artefice di alcuni interventi di recupero all'osservatorio delle Morette e della distribuzione di depliant informativi sull'area umida alle strutture ricettive del territorio. “Con il 2015 scadranno i contratti che affidano al Centro ricerca la gestione, a titolo gratuito, della riserva naturale, del centro visite e dell'osservatorio faunistico delle Morette -scrive l'associazione- allo stato attuale non sappiamo con certezza che fine farà il centro visite di Castelmartini dove hanno sede tutte le iniziative e le attività didattiche che ruotano intorno alla riserva. Il futuro del Padule, abolita la Provincia che ne era uno degli enti promotori, è oggi affidato a un consorzio di Comuni che, unitamente alla Regione, dovrà effettuare delle scelte che noi auspichiamo vadano nella direzione di dare continuità a quanto fatto finora e favoriscano un incremento di risorse a disposizione del Padule. Speriamo inoltre che la Regione, destinata ad assumere le deleghe sulle aree protette, mostri un interesse reale nella salvaguardia di questa preziosa area naturale”.
Tra l'altro ci sarebbe anche un “accordo di collaborazione”, firmato nel maggio scorso da una serie di enti (Firenze in testa), che aveva l'obiettivo di costituire un gruppo di lavoro per avviare “una gestione coordinata dell'area umida al fine di una ottimizzazione delle azioni e delle risorse per meglio tutelare e promuovere il territorio e le sue strutture”. Un documento che evidentemente è rimasto nel cassetto.
Luca Signorini
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