Il dolore
Raffica di ingiunzioni fiscali per multe e tasse mai pagate
Agitazione tra i cittadini di Pescia ma l’assessore chiarisce: «Arrivano dal Cosea che ha un accordo con noi per riscuotere i crediti». Interrogazione di Biscioni
PESCIA. Multe marziane. Così sono state ribattezzate le comunicazioni che molti pesciatini stanno ricevendo per posta in questi giorni. Provengono da uno studio legale di Castel di Casio (Bologna), sono relative a multe degli anni scorsi ma e mai pagate, il cui importo è lievitato per effetto dei costi e degli interessi maturati dalla data della loro emanazione a oggi. Le somme, in certi casi, sono più che raddoppiate e questo ha gettato nello sconforto chi si è visto recapitare le notifiche.
«Si tratta di ingiunzioni fiscali del Comune di Pescia – ha anticipato l'assessore al bilancio Roberto Peria – e lo studio legale di Castel di Casio non è altro che l'avvocato del Cosea, con cui l'amministrazione ha sancito nei mesi scorsi una collaborazione volta al recupero delle evasioni».
Le ingiunzioni fiscali arrivano al posto delle cartelle di Equitalia e non riguardano solo le multe relative a sanzioni del codice della strada, ma anche le mense, gli asili nido, i trasporti scolastici. «Tutti servizi, cioè, che la gente negli anni non ha pagato facendo perdere dei crediti al Comune – ha spiegato Peria – tutti i comuni normali applicano questo strumento, ci rendiamo conto che non è popolare fare pagare la gente, ma è necessario e doveroso».
Le ingiunzioni funzionano esattamente come le cartelle di Equitalia, anche i costi sono gli stessi. Anzi, Equitalia a volte ha un aggravio maggiore per la gente a causa degli interessi (i tempi per la riscossione, infatti, sono lunghissimi). «Con Equitalia i crediti non vengono riscossi – ha aggiunto Peria – con l'ingiunzione fiscale, invece, dal momento che il cittadino non paga si procede con tutta una serie di atti esecutivi che nel giro di pochi mesi consentono agli enti locali di recuperare gli importi».
Cosa vuol dire? Che chi non paga rischia di vedersi pignorato il conto corrente, di vedersi mettere l'abitazione all'asta, le ganasce fiscali all'auto eccetera. Ovviamente tutto ciò non succede su piccoli importi, ma per cifre importanti. E c'è chi negli anni ha evaso somme da capogiro (fino a 100.000 euro annui).
«La collaborazione tra Comune e Cosea sta dando risultati clamorosi – ha assicurato Peria – abbiamo migliaia di euro recuperati e già dal 2016 questo consentirà di togliere dal prelievo fiscale dei cittadini». Sono già in molti però a lamentare inesattezze nel calcolo in questi avvisi di accertamento e a minacciare ricorsi singoli e di categoria. Il consigliere Luca Biscioni (Forza Italia) ha presentato un'interrogazione al sindaco nella quale chiede quale atteggiamento intende tenere l'amministrazione nei confronti dei ricorsi giunti e di quelli paventati a breve. «Qualora intendeste resistere in giudizio i tempi di una eventuale riscossione andrebbero ben oltre la scadenza del suo mandato – scrive Biscioni – e in caso di giudizio avverso dovremmo anche affrontare debiti fuori bilancio per le spese di causa, nel caso in cui andrete alla ricerca di un accordo stragiudiziale le cifre previste di incasso andrebbero certamente ridimensionate di una cifra assai consistente. Come ed in che termini affronterete questa riduzione nella previsione delle entrate a bilancio?» .
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