Il dolore
Tariffe parcheggi più basse a Pescia: «È soltanto uno zuccherino»
Da opposizione e maggioranza dubbi e perplessità sulle voci di un abbassamento temporaneo dei costi deciso dalla Pepar. Resta il nodo della concessione trentennale
PESCIA. “Timeo danaos et dona ferentes” (temo i Greci anche quando portano doni), disse Laocoonte ai Troiani. Alla stessa maniera la volontà della Pepar (non ancora ufficialmente comunicata, ma da più parti sussurrata) di volere abbassare le tariffe dei parcheggi ospedalieri, seppur per un periodo limitato, è da tanti guardata con sospetto, non solo tra le file dell'opposizione, ma anche da quelle della maggioranza.
Non a caso l'accostamento della ditta che gestisce i parcheggi nella zona ospedaliera con l'inganno dei Greci proviene da Salvatore Leggio, coordinatore della lista “Pescia è di Tutti”, con cui il sindaco Oreste Giurlani è stato eletto a furor di popolo. «Purtroppo intervenire su un aspetto come le tariffe non cambia la sostanza – fa sapere Leggio con una nota ufficiale – ovvero che l’organizzazione del traffico e in parte anche il futuro dell’ospedale sono appesi alla libera volontà di un privato, che non ha alcun tipo di vincolo contrattuale. Se c’è questa libertà serve però un controllo ferreo da parte dell’amministrazione comunale su come vengano rispettati gli impegni presi dal concessionario. Per questo l’unica importante comunicazione che i cittadini vorrebbero sentirsi fare sarebbe questa: la convenzione è venuta meno, finisce questa ipoteca sul futuro della città. Il resto sono solo piccole toppe che non cambiano la sostanza delle cose e degli atti fino al 2044».
Il riferimento è alle “importanti comunicazioni” che il concessionario del servizio ha annunciato di dover fare, sabato 14 novembre, a Villa delle Rose alla presenza delle autorità sanitarie e i rappresentanti istituzionali. Nell'invito non viene esplicitato nulla sul merito di tali importanti comunicazioni, ma secondo indiscrezioni si tratterebbe proprio di un abbassamento temporaneo delle tariffe per verificare la sostenibilità economica di questo progetto di finanza che coinvolge Pepar e amministrazione comunale per 32 anni.
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Un «invito che sembra una bolla papale» lo ha definito il consigliere Luca Biscioni, nell'ambito dell'ultima seduta del consiglio comunale che si è svolta martedì scorso, che potrebbe avere a che fare con un'altra voce insistente che è circolata in città nelle ultime ore: vale a dire la promessa di acquisto dell'ex cartiera Panigada a un prezzo stracciato e comunque di gran lunga inferiore a un'offerta che era stata già rifiutata proprio alla società Metamorfosi, a cui sarebbe collegata la Pepar.
«Queste comunicazioni hanno, dunque, a che vedere con questa faccenda? – ha domandato Biscioni – Questo progetto ha in qualche modo a che vedere col progetto parco di Pinocchio? Quanto all'abbasamento delle tariffe per un periodo sembrerebbe essere uno zuccherino dato ai pesciatini. Per tutte queste ragioni sarebbe utile che il sindaco facesse al più presto chiarezza sulla faccenda». Anche la consigliera di maggioranza Lucia Guidi (Pd) ha mantenuto il pugno di ferro nei confronti di una ditta che a suo dire «continua a fregarsene del Comune». Il riferimento è alla faccenda che ha coinvolto la Pepar in occasione di Nottambula, quando arbitrariamente la società decise di estendere il pagamento del parcheggio anche in orari notturni. «La Pepar non può permettersi di aumentare le tariffe da 0 a 3 euro – ha ricordato la Guidi – per me ci sono gli estremi per azioni legali».
Indubbiamente l'amministrazione si trova di fronte ad «un quadro giuridico amministrativo di non facile soluzione – come lo ha definito l'assessore ai lavori pubblici Paolo Cecconi – quello che è certo è che lavoreremo nell'interesse della popolazione».
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