Italia
Piano industriale e via con il mutuo
Brogioni e Ventura illustrano le mosse: piscina nel 2019 e intanto si punta su cosmetici e riabilitazione. Critiche ai predecessori
MONTECATINI. Il potenziamento della linea cosmetica e il rilancio della riabilitazione ortopedica al centro del nuovo piano industriale che le Terme presenteranno domani al pool di banche finanziatrici per ottenere lo sblocco del mutuo necessario a completare i lavori alle Leopoldine. E proprio sul futuro di questo stabilimento arrivano altre importanti notizie emerse in commissione società partecipate (presieduta da Silvia Motroni), dove ieri l’amministratore unico Carlo Brogioni e la consulente Arabella Ventura hanno dettato tempi (riapertura del cantiere a metà 2016, conclusione dei lavori nel 2019) e modi (con una netta soluzione di continuità con la “gestione” precedente, dato che viene abbandonata l’ipotesi di realizzare piscina e centro benessere in due diversi lotti).
Infine un’anticipazione (positiva) sui (comunque disastrati) conti della società: «Nonostante l’eredità passata – ha detto Ventura – a fine 2015 contiamo di aver recuperato tra i 250 e i 300mila euro sulla marginalità della gestione caratteristica».
Timing. Sul nuovo piano industriale le banche hanno già dato il loro assenso di massima. Domani potrebbe arrivare il via libera ufficioso, preludio alle delibere per l’erogazione del mutuo, che la società spera di avere entro fine anno. Lo stesso piano sarà poi presentato ai soci e, il 27 novembre, al consiglio comunale.
Ossa e creme. Sono questi due dei punti sui quali le Terme vogliono puntare. «Sono convinto – ha detto Brogioni – che coi prodotti cosmetici si possano avere soddisfazioni. Dobbiamo capire quali sono i più appetibili dal mercato e poi trovare il modo per commercializzarli». Poi, la riabilitazione ortopedica. «Oggi – ha spiegato Ventura – il benessere è uno stile di vita che prevede anche il riacquisto di una perfetta funzionalità ortopedica. Questo potrebbe far anche da traino alle prestazioni a pagamento. Gli strumenti li abbiamo già pronti e Montecatini potrebbe diventare un centro dove acquistare la piena forma psico- fisica. In futuro a questo segmento potremmo anche dedicare maggiori spazi e servizi, ma oggi non necessita di particolari investimenti».
Non siamo un’industria. È questo il messaggio che la società ha dato ai dipendenti. «L’azienda – ha detto Ventura – sembra oggi un’impresa industriale che fattura 80 milioni, mentre invece fornisce servizi sanitari. Sono costi che non possiamo permetterci. Tutto deve essere più organico: ho trovato settori che non si parlano e anche responsabili che non parlano coi lavoratori. Dobbiamo, in questo, riposizionare l’azienda a un livello più basso».
Fuksas forever. Detto dei tempi sul cantiere Leopoldine, Ventura rivela poi che l’obiettivo è tornare al completamento dell’originario progetto. «Non ci sarà nessun lotto uno o due, ma, a differenza dalla precedente amministrazione, vogliamo arrivare a un’unica soluzione che preveda sia la piscina che la parte benessere». Ulteriori interventi saranno fatti a breve al Tettuccio. «Il restauro completo – dice Ventura – costerebbe 6 milioni, per questo per ora ci concentreremo su cupola, embrici e affreschi sottostanti».
Forti difficoltà sono state infine registrate sulla possibilità di tornare a imbottigliare l’acqua termale: «Manca – ha concluso Ventura – una linea di imbottigliamento e poche aziende usano ancora il vetro, come ci servirebbe. E noi col piano industriale non vogliamo vendere fumo, ma recuperare quella credibilità persa con gli anni».
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