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Prostituzione nei night: nove condanne

Prostituzione nei night: nove condanne

Sessant’anni di reclusione complessivi per episodi nei locali notturni della Lucchesia, coinvolti anche gestori di Montecatini

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LUCCA. Nove condanne per complessivi sessant’anni di reclusione e 13.500 euro di multa nei confronti di un’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Dopo cinque anni dagli arresti operati dai carabinieri di organizzatori, gestori e dipendenti di night club di Altopascio, Lunata e Viareggio, il collegio giudicante del tribunale di Lucca ha riconosciuto la colpevolezza dei vertici dell’organizzazione che invece sono stati prosciolti per quanto riguarda l’accusa di immigrazione clandestina.

Nell’operazione «Piper» iniziata nel settembre 2010 i militari avevano scoperto in Estonia la centrale delle giovani dell’Est Europa destinate al mercato della prostituzione. Al vertice c’erano padre e figli: Igor, Edgar e Stanislav Pokutinski, ritenuti i reclutatori delle giovani ragazze poi indotte a prostituirsi, che i giudici hanno condannato a sette anni e mezzo di reclusione. Stessa condanna anche per Renzo Segnalini, 72 anni, pensionato, residente a Staffoli, ritenuto uno dei reclutatori.

Per un’altra vicenda legata allo sfruttamento della prostituzione e unificata alla prima, condanna a 6 anni per Francesco Ceriello, 59 anni, e Giuseppe Valente, 61 anni, entrambi di Montecatini, all’epoca gestori del night club «All In» di Altopascio e «Crazy Horse» di Lunata; Raffaello Collatini, 69 anni, di Arezzo, all’epoca gestore del «Moulin Rouge» a Viareggio. Stessa condanna anche per due donne legate allo sfruttamento della prostituzione: Tatyana Nossonkina, 53 anni, kazaka, moglie dell’ex gestore Mouline Rouge, e Tetyana Hunya, 52 anni, ucraina, l’allora cassiera dell’All In.

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