Il Tirreno

Montecatini

Mugugni e tanta frustrazione

Il nuovo meccanismo premia chi lavora di più: «Dovrebbe essere al contrario»

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MONTECATINI. Storia di ordinaria... disoccupazione stagionale in un insolitamente caldo mattino di novembre. La giornata cruciale del dipendente d’hotel fresco di licenziamento comincia presto. È quasi una sorta di rito per molti, specie per chi ricorda l’antica location dell’ufficio dell’impiego vicino a piazza Giusti. Altri tempi, altri ritmi e, sicuramente, altre politiche nazionali nei confronti degli stagionali. «Mettevamo la sveglia prestissimo – ricorda G.A., cuoco in odore di pensione - e facevamo i turni a prendere i biglietti per gli altri colleghi di lavoro. Inoltre c’era la bella comodità di iscriverti alla liste e di presentare la domanda di disoccupazione nel medesimo posto perché c’erano gli impiegati dell’Inps presenti. Seduti sulle scale dell’ingresso ci controllavano a vicenda le domande onde evitare errori e allo stesso tempo organizzavamo la cena di ritrova di fine stagione. Si perdeva mezza giornata ma ne valeva la pena».

Per chi arrivava in ritardo c’era sempre un biglietto di ripiego pronto, senza fare eccessiva fila e senza far troppo arrabbiare chi aspettava dietro.

«Ogni tanto – continua Alfonso, facchino sulla cinquantina – si affacciava un’impiegata a dire di fare meno casino. Ma con scarso successo. C’era un bel clima».

I tempi cambiano così come cambiano le sedi degli uffici. L’ufficio attuale è nuovo più spazioso, sia all’esterno che all’interno, però più freddo come lo sono coloro che vanno ad iscriversi. Resta la cavalleria di far passare le signorine col bambino in carrozzina (inusuale in altri uffici) le sgridate più o meno bonarie delle impiegate storiche.

«La voglia di scherzare è venuta meno – spiega Franca, cameriera ai piani – e sarà ancora peggio se questa maledetta legge verrà approvata. Mio marito per fortuna lavora ma abbiamo due bambine piccole e se dimezzano i mesi di sussidio per noi non sarà così facile».

«Francamente non capisco perché – rincara la dose un giovane pasticciere – chi ha un mese più un altro di contratto, debba avere anche più soldi e giorni di disoccupazione. Semmai dovrebbe essere il contrario».

Il tempo per tutti di ritirare il foglio d’iscrizione e via a caccia di un patronato dove trovare un patronato con meno fila possibile per compilare ed inoltrare la domanda di disoccupazione. C’è chi si muove in singolo chi in collaudato gruppo come il terzetto di impiegati di ricevimento di un grand hotel, che si sono distribuiti in sedi differenti utilizzando il cellulare tipo radio da guerra. «In due siamo riusciti a presentare la domanda in mattinata . Il terzo alla fine l’ha fatta da casa via e-mail».

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