Il Tirreno

Montecatini

L’assalto degli stagionali per il sussidio

L’assalto degli stagionali per il sussidio

All’ufficio dell’impiego di Monsummano la trafila per ottenere la Naspi, con l’incognita su quello che accadrà in futuro

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MONTECATINI. Come tutti gli anni, gli inizi di novembre segnano la fine della stagione turistica e la conseguente trafila dei tanti dipendenti degli hotel per ottenere lafamigerata, NASpI, nuova assicurazione sociale per l'impiego, che da quest’anno va a sostituire l'ASPI e la mini-ASPI. È una forma di sostegno al reddito destinata ai lavoratori subordinati che avranno perduto involontariamente la loro occupazione a partire dal 1° maggio 2015 e sulla quale gli stagionali contano molto per mandare avanti la famiglia nei mesi invernali. A differenza di altri settori, per quest’anno tutto dovrebbe rimanere invariato. Ma il futuro?

Tregua armata. Fra manifestazione, interpellanze e via discorrendo la pillola amara è stata solo rimandata. In pratica chi può vantare le canoniche 52 settimane lavorative nei due ultimi anni solari, percepirà la NASpI per intero, basata sulle ultime tre buste paga, con un tetto massimale di poco oltre le 1.000 euro lorde. Però se non interverranno sommosse di popolo o cambiamenti di rotta governativi dal 2016 - detto in parole povere - chi lavora sei mesi ne prenderà tre di NASpI, mentre tre mesi e mezzo ne spetteranno a chi ne lavora sette. E solo i pochi (o inesistenti) fortunati che avranno un contratto di otto mesi saranno coperti per i restanti quattro mesi. Forse era meglio privilegiare chi lavora meno e non per sua scelta.

La trafila. L’Ufficio per l’impiego di Monsummano, prima tappa dello stagionale per mettersi in disoccupazione, è stato letteralmente assediato nel “D-Day”,il giorno della disoccupazione, il 2 novembre. Ma la chiusura, magari evitabile di tale ufficio il 4, ha fatto sì che anche nei giorni successivi l’affluenza sia rimasta massiccia. Non ha giovato inoltre allo snellimento delle operazioni la rottura della macchina per la distribuzione dei biglietti e quella del tabellone elettronico che indica le postazione libere e i turni d’accesso, ovviata, artigianalmente, dalla chiamata a voce delle impiegate dell’ufficio, comunque solerti e disponibili nell’iscrizione alle liste di disoccupazione.

Seconda tappa. Foglio d’iscrizione in mano, il passaggio successivo del disoccupato riguardava la compilazione della domanda e l’assalto alla diligenza si è spostato ai vari patronati. Altra fila, altra corsa. Pochi coloro che hanno optato per la compilazione on-line della domanda, forse per la paura di sbagliare visto queste sigle “terrificanti”. E pensare che via computer non era neppure necessario presentarsi all’ufficio di Monsummano.

L’attesa. Adesso inizia il periodo dell’attesa, sia per l’arrivo dei primi soldini, previsti entro Natale, ma soprattutto in merito alle decisioni del governo, nella speranza che il buonsenso prevalga.

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