Sicurezza
La memoria scolpita nella roccia
I ministri di Italia e Germania inaugurano il centro di documentazione dell’Eccidio del Padule
PONTE BUGGIANESE. La memoria storica di Italia e Germania, la riconciliazione, il ricordo comune, trovano il più forte legame, simbolo della “pace, della cooperazione e della comunità europea”, nel Centro di documentazione dell'Eccidio del Padule di Fucecchio, allestito al primo piano della Dogana del Capannone, porta di accesso ovest all'area umida. I ministri degli Esteri Paolo Gentiloni e Frank Walter Steinmeier arrivano in paese con quattro ore di ritardo (a causa di un problema tecnico all'aereo su cui viaggiava il rappresentante del governo tedesco) ma decidono di non modificare il cerimoniale programmato: prima la deposizione di una corona di alloro al cippo commemorativo in piazza Martiri del Padule ad Anchione, poi gli interventi istituzionali, il taglio del nastro e la visita al museo sulla strage nazifascista che il 23 agosto 1944 fece 175 vittime civili.
«In Toscana la memoria è scolpita nella pietra, sono tante le lapidi che troviamo girando il territorio -ha detto Steinmeier- nonostante questo buio capitolo della storia, se un turista tedesco arriva in Padule e in questa regione viene accolto sempre con grande cordialità. Oggi (ieri, ndr) sono estremamente commosso. Questa cultura di memoria comune, il dialogo e la conoscenza reciproca crea la pace, l'Europa, una comunità unita nell'amicizia. La Dogana deve essere luogo in cui si riuniscono i giovani con l'obiettivo di costruire e consolidare l'Europa, ben sapendo ciò che è accaduto in passato. Il ricordo dell'Eccidio porta con sé i valori della convivenza e della cooperazione, della solidarietà e dell'umanità, gli stessi valori che ci consentiranno di superare i problemi del nostro tempo».
Così Gentiloni: «Dopo 70 anni ricordiamo questa strage con alle spalle la bandiera europea. Italia e Germania hanno una responsabilità storica di difendere quei valori e non ripetere quelle stragi. Se comprendere è impossibile ma conoscere è necessario (cita Primo Levi, ndr), il Centro di documentazione aiuterà a conoscere 175 sacrifici. I familiari delle vittime sono i veri protagonisti di questa giornata. Per guardare avanti e costruire un ponte verso il futuro non possiamo cancellare la memoria, altrimenti non sapremo come affrontare le sfide che abbiamo di fronte, come i flussi migratori, un fenomeno che dobbiamo essere in grado di gestire insieme, uniti nell'Europa. La memoria è un patrimonio da consegnare ai nostri giovani come bussola per il domani». A fare gli onori di casa il sindaco di Ponte, Pier Luigi Galligani, accompagnato dai primi cittadini di Monsummano, Larciano, Fucecchio e Cerreto Guidi: «L'evento di oggi (ieri, ndr) contribuisce alla promozione di quella politica che è componente essenziale della memoria repubblicana e rappresenta un'inestinguibile fonte di legittimazione della democrazia antifascista e fondamento della nostra Costituzione. Dobbiamo percorrere insieme strade di comprensione e riconciliazione. La presenza dei ministri ha alto significato morale, di dignità e di coraggio, un gesto che non lascia spazio alla dimenticanza e all'oblio».
Quindi il presidente della Regione, Enrico Rossi: «Per Ponte, per il Padule e per la Toscana è una giornata importante. Dal '43 al '45 abbiamo pagato un tributo di 4.500 vittime civili in 280 episodi di violenza. Da quel sangue sono nati il nostro ideale, la democrazia, l'emancipazione, l'Europa. È nato un cammino positivo oggi minacciato dal fondamentalismo islamico e dalle paure del mondo globalizzato, come l'ambiente, la povertà, lo sfruttamento, la mancanza di regole. Solo l'unità ci salverà da ulteriori tragedie».
Poi Gentiloni e Steinmeier inaugurano il Centro di documentazione, si soffermano su qualche immagine dell'Eccidio, scorrono le slide dell'ampia bibliografia digitalizzata, sfogliano le pagine di alcuni lavori degli studenti, incontrano i familiari delle vittime. La Dogana del Capannone riapre al pubblico dopo trent'anni.
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