La maggioranza si spacca su una delibera finanziaria
PESCIA. Cronaca di una crisi di maggioranza annunciata. Se l'opposizione dovesse riassumere l'atmosfera in cui si è svolto il consiglio comunale di giovedì scorso, probabilmente prenderebbe a...
PESCIA. Cronaca di una crisi di maggioranza annunciata.
Se l'opposizione dovesse riassumere l'atmosfera in cui si è svolto il consiglio comunale di giovedì scorso, probabilmente prenderebbe a prestito, parodiandolo, il titolo della celebre opera di Gabriel García Márquez.
Che ci fosse un clima teso all'interno della maggioranza, era stato, di fatto, già annunciato dal consigliere Oliviero Franceschi (Un'Altra Pescia) all'indomani della commissione bilancio, dalla quale per la prima volta una delibera su un provvedimento finanziario era uscita senza un parere positivo.
«Che sia cominciata la resa dei conti?», si domandava Franceschi. A rispondergli in consiglio è toccato all'assessore alle finanze, nonché vicesindaco Roberto Peria, il quale ha spiegato che «la commissione non serve ad esprimere dei voti, bensì pareri, che per quanto obbligatori non sono vincolanti e che servono semplicemente ad alleggerire i lavori del consiglio».
Inoltre, il provvedimento, sempre secondo Peria, non sarebbe stato bocciato, essendo stati espressi in commissione 3 pareri favorevoli contro 3 contrari, e tale parità sarebbe riconducibile alle dimissioni del consigliere Marco Niccolai, senza la quali la maggioranza avrebbe continuato ad avere i numeri.
Eppure, i numeri non sono mancati solo in commissione, ma anche in consiglio tanto che il presidente Vittoriano Brizzi ha dovuto sospendere la seduta e convocarne una nuova, resa valida da appena un terzo dei consiglieri.
Alla fine i provvedimenti sono stati approvati, ma l'uscita dall'aula della minoranza dem ha mostrato che la maggioranza del sindaco Oreste Giurlani non è più il blocco granitico venuto fuori dalle elezioni di un anno e mezzo fa.
Secondo lo stesso Peria quanto accaduto in consiglio poco ha a che vedere con gli atti all'ordine del giorno.
«La variazione era relativa ad un piccolo assestamento del bilancio – ha spiegato l’assessore – piccole sistemazioni contabili, come la riduzione di circa 100mila euro di entrate Imu a fronte di maggiori trasferimenti statali, una variazione priva di ogni significato politico. La sentenza, invece, era relativa ad un contenzioso attivato dalla giunta Marchi sul trasporto pubblico locale in seguito al quale l'amministrazione è stata condannata a pagare poco più di 14mila euro. È evidente che è un problema di natura politica, che nulla ha a che vedere con l'oggetto della discussione. Si tratta di questioni che vanno assolutamente chiarite e non vanno lasciate per aria, nel rispetto di tutti».
«La maggioranza è sbriciolata – è il giudizio unanime espresso dai consiglieri Franceschi, Biscioni e Pieraccini –. Il gruppo dem è spezzato in più tronconi contrapposti, e non si vede chi possa avere il mastice per riattaccarli. I grandi problemi di Pescia non potranno trovare soluzione a causa di questa guerra tra bande,anzi la città risentirà in modo drammatico dall'immobilismo che consegue a queste faide interne».
«E il bello – concludomo – deve ancora venire: gli affari di giovedì sera erano inezie rispetto a quello che si prepara, ad esempio, su alcuni debiti fuori bilancio. Altro che avanti tutta. Qui è iniziato il conto alla rovescia».
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