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Chiusura del Pacini? Per la sicurezza

La giunta difende l’assessora Vittiman e chiede ai commercianti di collaborare

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PESCIA. Dopo le critiche, giunte da più parti, all'assessore alla cultura Barbara Vittiman circa la decisione di chiudere il teatro Pacini per consentirne la messa in sicurezza, la giunta interviene sulla questione.

«Il teatro Pacini, come ben sanno i pesciatini, rappresenta una delle più importanti istituzioni culturali della città - fa sapere la giunta con una nota - appare quindi del tutto evidente che non lo si possa continuare a lasciare nelle condizioni in cui versa attualmente: scala antincendio connessa alle vie di fuga pericolante, facciate in disfacimento, serramenti e infissi cadenti, già caduti o eliminati per evitare che cadano, moquette e tendaggi non più a norma, bagni anti-igienici, impianti elettrici non a norma, assenza di un valido certificato di prevenzioni incendi, di adeguata accessibilità per i portatori di handicap e quant’altro. Un’istituzione culturale è tale anche per il decoro che manifesta; come si possa pensare di produrre un’offerta culturale di alto livello in un luogo di assoluto degrado e neanche frequentabile dalle persone, per legge, non è chiaro. Neanche è chiaro come si potrebbero attrarre artisti di un certo livello in un simile contesto. Ancora meno chiaro è come si potrebbe passare sopra tutte le regole di sicurezza nel tentare una simile, folle operazione».

A proposito degli attacchi subiti dalla responsabile alla cultura, la giunta sottolinea che si tratta del «primo assessore del comune di Pescia che, da qualche decennio a questa parte, si è posta il problema di come far andare le persone agli spettacoli senza mettere a rischio la loro incolumità».

Infine, la giunta esprime la propria amarezza di fronte alle critiche della Confcommercio e invita la stessa e le altre associazioni di categoria a discutere insieme, sedendosi allo stesso tavolo, della costruzione di un calendario degli eventi, allo Splendor come altrove, per valorizzare al meglio la città.

«Come abbiamo già detto, infatti, è nostra intenzione chiudere per l’inverno il teatro, ma non pensiamo affatto di non svolgere un’adeguata stagione culturale. Confidiamo che questa proposta venga accolta».

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