Il Tirreno

Montecatini

Spaccio in pineta favorito dal degrado

Giovanna La Porta
Spaccio in pineta favorito dal degrado

Le preoccupazioni dei frequentatori abituali del parco termale di Montecatini dopo i blitz dei carabinieri contro chi smercia droga vicino a bimbi e turisti

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MONTECATINI. Si infiammano gli animi degli amanti e frequentatori di sempre della pineta di Montecatini nel leggere le ultime notizie di cronaca che riguardano gli arresti di due spacciatori avvenuti proprio nel cuore verde della città termale. Un quindicenne e un trentaquattrenne sono stati sorpresi dai carabinieri, in diversi momenti ma a distanza di un giorno l’uno dall’altro, intenti a vendere stupefacenti in quello che, un tempo, era considerato il salotto buono e naturale delle Terme d’Europa. E solo per citare gli episodi più recenti.

«Purtroppo lo spaccio – sostiene una residente dell’area limitrofa alla pineta – non è che l’ultima delle tante conseguenze generate dallo stato di abbandono del parco. Che col tempo rischia, tra l’altro, di morire se non verranno sostituite le piante secolari che sono state abbattute».

Proprio in questi giorni, infati, la pineta è stata transennata e sono iniziate le operazioni di abbattimento di molte piante per ragioni legate alla sicurezza e alla tutela dei cittadini (come scriviamo in questa stessa pagina).

Aggiunge un amante del jogging: «Io vengo la mattina presto, verso le 7. A quell’ora, davvero, siamo pochi e gli spacciatori non ci sono. Però devo dire che qualche mamma si era lamentata ultimamente, perché è evidentemente peggiorata la qualità delle frequentazioni pomeridiane, soprattutto nella zona a ridosso del campone che è quella maggiormente fruita dalle famiglie».

Il timore è anche quello di veder sparire borse, giochi, bicilette e quant’altro. «Succede di frequente – assicura una ragazza che lavora da anni come baby sitter – per questa ragione stiamo sempre con gli occhi aperti. Così, quello che dovrebbe essere uno svago si trasforma in una ragione di stress». Certo è che la pineta, come ogni parco, di notte ha sempre rappresentato un motivo di richiamo e un punto di incontro per situazioni losche e poco limpide. Per non parlare delle le coppiette omo ed eterosessuali. Ma la questione dello spaccio era rimasta, in passato, circoscritta ad altre zone cittadine. O, almeno, l’impressione dei montecatinesi era questa.

Allora, qualcosa è cambiato? Cinzia Silvestri, da anni attiva volontaria di associazioni dedite al recupero ambientale e del decoro degli angoli più belli di Montecatini, a cominciare appunto dalla pineta, interviene con una riflessione: «Anche il degrado e la trascuratezza dei luoghi, le frasche incolte, il poco spazzamento diventano luogo di accoglienza per il malaffare. Se un luogo viene curato, giocoforza torna ad essere ben frequentato e di certo mamme con bambini, persone anziane che cercano in pineta tranquillità in spazi aperti potrebbero essere un buon deterrente. Dirò di più, potrebbero diventare ottimi collaboratori per le forze dell’ordine che potrebbero far tesoro delle segnalazioni. L'ultimo episodio inquietante dello spacciatore minorenne impone riflessioni profonde: una volta ai quindicenni si rimproverava il gioco a pallone sui prati. Adesso evidentemente non giocano più, sono più interessati a spippolare sugli i-phone che purtroppo, talvolta, non sono provento di paghette familiari ma di loschi traffici. Forse i montecatinesi dovrebbero riappropriarsi in modo adeguato del parco termale, esigendo il rispetto non solo della legge ma soprattutto delle regole non scritte che formano una società educata e civile».

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