La manifestazione
«Lapidi e monumenti sporchi»
“Il Ponte” interroga il sindaco che replica: puliremo, ma senza celebrare guerre
PONTE BUGGIANESE. La condizione delle lapidi e del monumento ai caduti della Prima guerra mondiale, sono al centro di un botta e risposta tra il Movimento Tricolore “Il Ponte” e il sindaco di Ponte Pier Luigi Galligani. In un’interrogazione, la consigliera d’opposizione del “Ponte” Maria Giulia Romani aveva chiesto se «l'amministrazione comunale, ricorrendo quest'anno il centesimo anniversario dell'ingresso dell'Italia nella Prima guerra mondiale e approssimandosi le festività del 4 novembre, che ricorda la vittoria e la fine del primo conflitto bellico, intenda restituire a decoro e ripulire le lapidi e il monumento presenti sulla facciata della casa comunale». Il sindaco Galligani, per cominciare, ricorda che «nel rispetto della richiesta del Consiglio dei ministri, suffragata dalla adesione della Prefettura di Pistoia, ma soprattutto nello spirito di libertà, di democrazia e di pace che sempre ha contraddistinto l'azione amministrativa di questa giunta, è stata effettuata una accurata pulizia di tutti i cippi presenti sul territorio».
«È altresì in programma - prosegue Galligani - anche la ripulitura delle lapidi presenti sulle facciate degli edifici comunali, sia sull'edificio in piazza del Santuario, che in quello in via Matteotti e che l'amministrazione si sta adoperando per il reperimento di fondi per il rifacimento della facciata esterna del Municipio».
Il sindaco precisa, inoltre che «come tutti gli anni, si procederà a ricordare le vittime di tutte le guerre attraverso una cerimonia già fissata per il prossimo 8 novembre, così come è fissata la partecipazioni alle celebrazioni promosse a livello provinciale. Di certo questa amministrazione - conclude Galligani - non intende in alcun modo celebrare l'ingresso in alcuna guerra, tantomeno in quella che ha visto coinvolta l'Italia, seppur risultata vincitrice, nella prima guerra mondiale. Di sicuro questa amministrazione celebrerà, nel 2018, la fine della guerra, ma mai l'ingresso, che nonostante la vittoria ha causato al popolo italiano morti, lutti e sofferenze di ogni genere».
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