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Sorana, si estende al torrente la zona con i rifiuti sotterrati
Plastica e metalli abbandonati fin dagli anni Settanta L’assessore rassicura: nessun inquinamento ambientale
PESCIA. «A Sorana non si può parlare di inquinamento ambientale». Dopo l'allarme, suscitato nei giorni passati dalla segnalazione di un sito potenzialmente inquinato nel piccolo borgo della Valleriana, che tanto sgomento e preoccupazione aveva destato non solo nei cittadini, ma anche nei produttori del fagiolo Igp, è giunta, ieri, la rassicurazione da parte dell'assessore alla montagna Marco Della Felice, dopo un sopralluogo effettuato dai tecnici del Comune.
«Nel campo sportivo di Sorana c'è stato un abbandono di rifiuti - ha garantito l'assessore - ma non si può parlare di inquinamento ambientale». Dai rilevamenti, effettuati il 23 ottobre scorso, è emersa sostanzialmente una situazione "non difforme" da quella riscontrata e certificata da Arpat e risultante nel piano di bonifica regionale del 1999, vale a dire quella di un «ambiente non inquinato», ma nel quale c'è, comunque, stato un abbandono di rifiuti e che, dunque, ugualmente va bonificato. In buona sostanza, l’amministrazione si attiene ad analisi effettuate dall’Arpat sedici anni fa. L'abbandono risalirebbe addirittura agli anni Settanta e riguarda materiali quali plastica e fogli accoppiati in resina, oltre a rifiuti ingombranti quali elettrodomestici e altri materiali metallici. Rifiuti variegati fra loro, che indicherebbero la presenza di una vera e propria discarica abusiva utilizzata a più riprese, più che il conferimento da parte di una ditta o, comunque, di un unico soggetto.
L'abbandono non ha interessato solo il campo sportivo di Sorana, ma anche il greto del piccolo corso d'acqua esistente, che è in secca per la maggior parte dell'anno e in parte anche un terreno privato situato sul bordo della strada.
«Pur non essendo stato rilevato inquinamento ambientale né per il suolo né per le acque superficiali e della falda, i rifiuti devono comunque essere rimossi - ha sottolineato Della Felice - e si tratta adesso di stabilire se quest'operazione, che ha dei costi, deve essere a carico del Comune oppure no, in altre parole deve essere la comunità pesciatina a sostenere tali costi o la Regione, che ai tempi ha censito questo sito tra quelli da bonificare e avrebbe dovuto anche stanziare una somma per la bonifica».
«Questo - prosegue Della Falice - rimane da verificare e gli uffici si stanno attivando in queste ore proprio per venirne a capo».
L'amministrazione, dunque, rassicura in questa maniera la piccola comunità di Sorana e in particolare i produttori e i consumatori dei fagioli Igp, in quanto come certificato da Arpat prima e dagli uffici comunali poi, pur in presenza di un abbandono di rifiuti, non si è determinato nell'ambiente circostante nessuna situazione di pregiudizio tale da nuocere al suolo e alle acque e quindi intaccare l'ecosistema nel quale il fagiolo viene prodotto.
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