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Montecatini

In arrivo 15 nuovi profughi ancora proteste a San Quirico

Maria Salerno
Le croci nere disegnate nella casa parrocchiale Squilloni
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Le croci nere disegnate nella casa parrocchiale Squilloni

Saranno accolti nei prossimi giorni nella casa parrocchiale Squilloni, già in passato al centro di un atto intimidatorio finito anche in tv. L’assessore di Pescia Elisa Romoli: «È la Prefettura che decide»

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PESCIA. Nei prossimi giorni arriveranno sulla montagna pesciatina 15 nuovi profughi. Saranno accolti all'interno della Casa parrocchiale Squilloni, a San Quirico, in virtù di un accordo tra la cooperativa Coeso di Pistoia (la stessa che gestisce i ragazzi ospiti al Bistrot di Vellano) e l'Arcidiocesi di Lucca.

La notizia ha già suscitato fermento e discussioni accese tra la popolazione del piccolo borgo della Valleriana, soprattutto perché il sindaco Oreste Giurlani, solo poche settimane fa, in diretta nazionale davanti alle telecamere di Rete 4 aveva smentito l'ipotesi dell'arrivo di nuovi profughi in montagna.

Ad accendere l'interesse del programma “Dalla vostra parte”, condotto da Paolo Del Debbio, era stato l'episodio delle croci nere, che ignoti avevano disegnato ai lati della porta della casa parrocchiale, all'indomani dell'annuncio che sarebbero arrivati i profughi. Alla condanna dell'atto vandalico, era seguita la rassicurazione che nessuno sarebbe, comunque, arrivato a San Quirico vista la presenza di 40 immigrati nella montagna pesciatina, divisi tra Vellano e Pontito.

Ma, probabilmente, il fatto che i ragazzi ospitati a Pontito, per varie problematiche 10 giorni fa abbiano lasciato l'ostello, ha fatto rivedere la decisione. Suscitando malumori non solo tra i residenti della montagna, ma persino nella stessa maggioranza del sindaco. Non per l'accoglienza in sé, ma per la maniera in cui la stessa verrebbe gestita. «La mancanza di dialogo tra la giunta e i consiglieri di maggioranza rischia di determinare una crisi all'interno dell’amministrazione - ha fatto sapere il consigliere Maurizio Di Vita (Pd), che qualche giorno fa aveva scritto anche un post su facebook sulla questione profughi - la montagna sta diventando una specie di rifugio peccatorum, per ripopolarla gli stiamo dando i profughi. Possibile che non si trovasse una struttura ricettiva in città? Possibile che un consigliere che rappresenta la montagna non sia stato informato né dal sindaco né dall'assessore Romoli e che i cittadini di San Quirico siano stati lasciati di fronte ad una decisione ormai presa senza un confronto?».

Seppur in assenza di una data certa sull'arrivo degli immigrati, l'amministrazione non ha smentito la notizia, ma ha ribadito la mancanza di “potere decisionale” nella gestione dei profughi da parte del Comune. «È la prefettura che decide - ha sottolineato l'assessore al sociale Elisa Romoli - all'amministrazione compete semplicemente la gestione di tutti i passaggi che seguono all'assegnazione, vale a dire informare la popolazione attraverso degli incontri e mediare con la cooperativa che li gestirà. La popolazione di San Quirico, dunque, sarà certamente informata prima dell'arrivo dei ragazzi, così come è avvenuto con la popolazione di Vellano e quella di Pontito».

 

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