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Rifiuti sepolti da anni, nessun collegamento con i fagioli di Sorana

Rifiuti sepolti da anni, nessun collegamento con i fagioli di Sorana

Pescia, l’associazione dei produttori “Il Ghiareto” smentisce rischi per il prodotto Igp. Intanto l’assessore ha disposto rilievi sul posto

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PESCIA. Nessuna relazione tra il territorio di produzione del fagiolo di Sorana e il campo sportivo di Sorana, né quindi tanto meno con le scorie inquinanti che potrebbero essere sepolte sotto tale terreno (o, come emergerebbe da alcune segnalazioni, nelle sue immediate vicinanze). Dopo l'articolo pubblicato venerdì scorso, relativamente alla possibilità che il campo sportivo sia un sito potenzialmente inquinato, l'Associazione Piccoli Produttori del Fagiolo di Sorana “Il Ghiareto Onlus” esclude qualsiasi rapporto tra il possibile inquinamento derivante dai rifiuti sepolti e le loro produzioni.

«Il fagiolo di Sorana - rassicurano i produttori - è il prodotto tipico dei fazzoletti di terreno dei ghiareti, irrigati da acque limpide e cristalline e un po' di terra strappata al poggio, terra anche questa che non ha niente a che vedere con il campo sportivo. Vogliamo inoltre ricordare che il fagiolo di Sorana Igp, che è un prodotto a marchio europeo, ha un'Agenzia di Controllo esterna, l'Icea Toscana, che ogni anno provvede a controllare i terreni dove viene prodotto, facendo opportune analisi nei laboratori specifici, oltre a controllare poi successivamente tutte le fasi di lavorazione fino al confezionamento. Il fagiolo di Sorana Igp è un autentico gioiello, piccolo, schiacciato, con la buccia sottile e impercettibile al palato, consigliato dai nutrizionisti per la sua digeribilità, oltre ad avere un sapore unico e delicato che lo ha reso unico e famoso in tutto il mondo».

Intanto l'amministrazione comunale di Pescia, nella persona dell'assessore alla montagna Marco Della Felice, ha già incaricato gli uffici tecnici e la polizia municipale di effettuare rilievi sul sito dove è stata segnalata la sospetta contaminazione. «Le indagini sono attualmente in corso - ha sottolineato Della Felice - e dai primi risultati, non ancora formalizzati, sembrerebbe non esserci nessun elemento che possa destare allarme o pregiudizio, ma rimaniamo comunque in attesa delle relazioni ufficiali dell'ufficio ambiente e della polizia municipale. Nei prossimi giorni saremo in grado di chiarire ogni aspetto della faccenda».

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