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Sanità, bocciata la mozione sul referendum

Sanità, bocciata la mozione sul referendum

Il mancato appoggio in consiglio fa infuriare il comitato che vuole abrogare la legge regionale

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PESCIA. Non si placa a Pescia la polemica politica sulla vicenda del referendum sulla riforma della sanità toscana. «La maggioranza ha fatto quadrato e alzato gli scudi: nessun appoggio al Referendum». A denunciarlo Eva Giuliani, vicepresidente del Crest Pistoia, dopo la bocciatura, nel consiglio comunale dello scorso 8 ottobre, della mozione, presentata dalla minoranza a sostegno del referendum abrogativo della legge di riforma della sanità toscana. «Il sindaco Giurlani, Marco Guerri e Marco Niccolai ci hanno spiegato che questa non è una legge perfetta, ma ci sarà modo di migliorarla - ha sottolineato il Crest - che non è la vera riforma sanitaria perché quella l’avremo nel 2016 e in quel momento ci sarà concertazione, che la Toscana è al top delle classifiche sulla sanità, che tutto questo servirà a risparmiare e a garantire universalità. Si sono fatti portavoce della linea difensiva del partito, ben consapevoli che la legge 28 non è innocua come vogliono farci credere: creerà una Asl di area vasta con una struttura gigante e pesantissima, poco trasparente, con bilanci milionari indecifrabili, burocratizzazione, una giungla di dipartimenti aziendali ed interaziendali, lontananza dai territori, indebolirà la conferenza dei sindaci, accentrerà il potere nelle mani del presidente della Regione e di tre direttori di programmazione da lui direttamente nominati che a lui risponderanno, non colpisce privilegi, non combatte gli sprechi e nel frattempo taglia personale sanitario che non sarà sostituito in corsia, con tutto quello che ne consegue».

Il Crest ha sottolineato, inoltre, la mancata disponibilità di consiglieri per autenticare le firme necessarie a indire il Referendum. «Troviamo sconcertante che solo quattro consiglieri su 17 si siano resi disponibili ad autenticare le firme. Noi continueremo a raccogliere firme fino al 25 ottobre per indire il referendum, il sabato mattina con un tavolo al mercato settimanale e tutte le mattine all’ufficio Urp in piazza Mazzini fino al 16 ottobre. Siamo profondamente convinti di fare un servizio ai toscani perché si ricominci a parlare di diritto alla salute così come sancito nella nostra costituzione. Siamo anche convinti che non tutti possano affermare di essere allo stesso modo al servizio dei cittadini». Sull’argomento torna anche il consigliere di opposizione Francesco Conforti. «L'attuale maggioranza - scrive - come un muro è riuscita a respingere anche la semplice richiesta di parlare liberamente di sanità pubblica, anzi magnificando anzi quello che si sta' macchinando a Firenze».

Maria Salerno

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