Gioco
Via i dossi, al loro posto gli autovelox
Fratelli d’Italia-An chiede al sindaco di Montecatini un’analisi sulla sicurezza delle strade e sui potenziali pericoli di incidente
MONTECATINI. La tragedia di sabato notte in viale Adua, costata la vita a due giovanissimi, Luca Conte e Gloria Sarica, ha scosso la città e l’intera Valdinievole. I funerali dei ragazzi si sono svolti martedì ed ancora l’impressione è forte, così come non accennano a placarsi le polemiche su quella che è stata ritenuta, a torto o a ragione, una delle cause dell’incidente: la presenza dell’attraversamento pedonale rialzato (questa la definizione tecnica) a pochi metri dall’incrocio con viale Rosselli. Il dibattito sull’utilità di questi dispositivi pensati per far rallentare l’andatura, o, viceversa, sul potenziale pericolo che rappresentano, soprattutto se qualcuno li nota all’ultimo momento, soprattutto per chi viaggia su mezzi a due ruote, non si è mai placato. E a maggior ragione si è alimentato con veemenza in questi giorni di lutto e di rabbia per la perdita di due giovani vite. Tra chi si pone nella schiera dei contrari c’è oggi Fratelli d’Italia - Alleanza nazionale, con un comunicato firmato da Ilaria Michelucci Pancioli in qualità di referente pistoiese del Dipartimento Tutela Vittime di quel partito. Nel suo intervento chiede al sindaco «che sia urgentemente fatta un’analisi di sicurezza delle strade, sui potenziali pericoli di incidente e sulle prestazioni in termini di sicurezza».
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«Nel migliore dei casi - prosegue - il patrimonio infrastrutturale esistente a Montecatini risente di un'impostazione probabilmente coerente con norme stradali che hanno subito nel tempo aggiornamenti anche a proposito della maggiore consapevolezza delle conseguenze, in termini di sicurezza. Ma nel corso degli anni, purtroppo, è successo che alcuni sensi unici e dossi siano stati decisi su semplice richiesta, agli amministratori di turno, di “amici”, senza alcun criterio e progetto complessivo. Ciò rende le strade esistenti obsolete sotto l’aspetto della sicurezza stradale».
Secondo Fdi-An «l'analisi preventiva di sicurezza con l'obiettivo di ridurre l'incidentalità servirà per verificare che gli aspetti connessi con la sicurezza della circolazione siano stati valutati correttamente, dal sistema di illuminazione fino alla rimozione di quei crateri stradali che portano a pericolose gimcane. Fra l'altro i dossi di cui siamo a chiedere la rimozione e sostituzione con autovelox dovrebbero servire a limitare la velocità dei veicoli in prossimità di zone potenzialmente critiche come asili, scuole e ospedali, e non assomigliare a trappole disseminate lungo le strade».
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«Chiediamo all'amministrazione - insiste - quale utilità avrebbe dovuto avere il dosso in questione, in curva, non perfettamente visibile, e sito dopo una lunga serie di dossi che sono stati spianati in occasione del passaggio del Giro. I dossi non possono essere costruiti o lasciati a casaccio. La legge regolamenta in maniera precisa la loro installazione e prevede persino delle sanzioni per i comuni che continuano a fare di testa loro. Come indica il parere del Ministero dei Trasporti (26 ottobre 2011, n. 5274) i dossi non possono essere installati indistintamente su tutti i tipi di strade ma solo “in zone residenziali, in parchi pubblici e privati e nei residence”. Inoltre l'adozione di dossi è espressamente vietata su grandi arterie di scorrimento e viali principali, che, in caso di emergenza, diventano itinerari preferenziali per i mezzi di soccorso E quella strada non è forse la via di accesso più veloce per l'ospedale di Pescia? Non spetta a noi giudicare la regolarità di quel dosso, ma come indicato chiaramente dal ministero dei Lavori pubblici “qualora installati in difformità da quanto prescritto dalla vigente normativa, i manufatti in argomento devono essere immediatamente rimossi; in difetto, gli Enti proprietari risponderanno civilmente e penalmente in caso di danni e lesioni derivanti dal loro permanere in opera”».
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