Gioco
Calo del fatturato, Balducci annuncia 12 licenziamenti
Pieve a Nievole, i sindacati annunciano battaglia: «Si rischia di attivare un processo di pura commercializzazione». Lunedì incontro e poi assemblea
PIEVE A NIEVOLE. Un altro duro colpo nel settore calzaturiero della Valdininievole: l'azienda Balducci ha aperto la procedura di mobilità per 12 lavoratori su 57, pari a più del 20% del personale addetto, con una lettera inviata alle organizzazione sindacali di categoria mercoledì scorso, 30n settembre.
«Solo 3 mesi fa - commentano in una nota Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Pistoia - era stata chiusa una procedura di mobilità per 4 dipendenti e conclusa su base volontaria con accordo sindacale; oggi invece ci troviamo di fronte a una nuova procedura che sostanzialmente mette in discussione l'intera struttura aziendale chiudendo, nei fatti interi reparti».
«Nel recente incontro dello scorso 27 agosto - raccontano ancora i sindacati - a fronte della ventilata possibilità di ulteriori riduzioni la stessa azienda, nella persona dell'amministratore Nucci, aveva mostrato nervosismo abbandonando il tavolo di confronto a seguito delle nostre proposte alternative al licenziamento. L'azienda ha poi rotto il silenzio con un atto formale. Ci troviamo di fronte quindi a una nuova procedura di mobilità che manda a casa i lavoratori senza tenere conto delle estreme difficoltà che si creeranno per gli stessi e per le loro famiglie».
I rappresentanti dei lavoratori proseguono affermando di non condividere assolutamente questa scelta, «che sembra derivata da un calo del fatturato nonostante che i bilanci passati abbiano registrato attivi con forti risparmi sul costo del personale conseguenti anche alla mobilità del 2013 che aveva espulso 22 lavoratori».
Inoltre gli investimenti annunciati per incrementare le vendite all'estero «potranno dare frutti solo nel medio periodo, e anche per questo riteniamo sbagliato espellere oggi personale in modo ragionieristico senza invece attendere, trovando soluzioni alternative, gli effetti degli investimenti stessi. Si rischia di attivare un processo di pura commercializzazione del prodotto perdendo le conoscenze e le professionalità oggi esistenti, oltre ad aggravare una situazione già fortemente provata sul piano sociale della nostra provincia».
Lunedì 5 si terrà il primo incontro previsto dalla procedura nel quale il sindacato confermerà la posizione di contrarietà ai licenziamenti;successivamente saranno effettuate le assemblee.
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