Il Tirreno

Montecatini

Rischio di chiusura per lo stadio Mariotti

di Roberto Grazzini
Rischio di chiusura per lo stadio Mariotti

Montecatini, la Federazione richiede l’esecuzione di alcuni lavori che il Comune però non ha ancora iniziato

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MONTECATINI. Nonostante il ritorno in serie D dopo tempo immemore e il sorprendente avvio di stagione col Montecatini Valdinievole attestato nei quartieri alti della classifica, c'è comunque qualche nuvola nera nel cielo sopra lo stadio “Mariotti”. Lunedì 28 settembre, infatti, è arrivata nella sede biancoceleste una telefonata da parte della Federazione nella quale si intimava alla società termale di consegnare quanto prima la documentazione necessaria sullo stato dei lavori allo stadio cittadino. In caso di ulteriore ritardo non sarà più possibile giocare in deroga.

La partita interna col Ghivizzano di coppa Italia in programma mercoledì 30 settembre  e quella di domenica prossima, 4 ottobre, di campionato col Gubbio saranno le ultime gare consentite al pubblico, in quanto poi il Montecatini dovrà giocare le gare interne a porte chiuse o cercare un altro impianto se non si metterà in regola. Un vero e proprio ultimatum.

Il presidente Marco Inncenti non nasconde la propria preoccupazione. «Nonostante le continue rassicurazioni da parte dell'amministrazione comunale – esordisce il massimo esponente del club termale – e l'ottimo feeling creato col sindaco Giuseppe Bellandi, presente accanto a me in tribuna nel match con lo Scandicci , gli interventi necessari (e, aggiungo, promessi) all'interno dello stadio Mariotti per rendere agibile la struttura non sono neppure iniziati. Fra l'altro, riguardo ai più impellenti, si tratta dell’installazione delle panchine regolamentari e dell'innalzamento della recinzione interna di 50 centimetri. Opere dai costi contenuti e attuabili in una settimana di lavoro. Senza contare che la giunta ha già deliberato 150.000 euro di interventi, potenzialmente raddoppiabili come asserito in conferenza stampa dal vicesindaco Ennio Rucco. Invece sono ormai sono tre mesi che, invece di pensare alla squadra, combatto giornalmente con la burocrazia e con le varie commissioni di sorta. Ora però non c'è più tempo da perdere».

Monica Bertelli dell'ufficio marketing rincara la dose: «Con grandi sforzi siamo riusciti a vendere 110 metri di cartellonistica a sponsor di livello nazionale che in caso di gara a porte chiuse potrebbero chiedere i danni alla società ed alla stessa amministrazione comunale. Per cui mi auguro che gli uffici preposti si diano subito da fare».

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