La manifestazione
«Perché le scuole chiuse?» Mugugni dagli insegnanti
In piazza alcuni ricordano la personalità schiva del prelato: «Eccessivo il palco» Ma tutti, dalle associazioni ai privati, hanno voluto contribuire all’allestimento
PESCIA. Il funerale di monsignor Giovanni De Vivo ha attratto un gran numero di fedeli. Duemila, ha stimato qualcuno, forse anche di più.
In piazza Mazzini, i 1.400 posti a sedere erano tutti occupati e molte persone hanno assistito in piedi alla funzione. Segno, dunque, che la Curia ha avuto ragione nel richiedere che la celebrazione si svolgesse in piazza, così da garantire la massima partecipazione. Richiesta che l'amministrazione ha accolto di buon grado, mettendosi a disposizione fin da subito dei prelati nell'organizzazione di tutti gli aspetti logistici.
Eppure, nei giorni passati non sono mancate le critiche. Qualcuno, infatti, aveva giudicato "un po' eccessivo" il palco in piazza e non certo per la figura cui si doveva rendere omaggio, ma forse proprio in virtù del fatto che monsignor De Vivo avesse una personalità schiva, poco incline alle folle e ai riflettori e avesse condotto una vita al servizio della comunità, ma rimanendo sempre e in qualche modo "dietro le quinte", al punto da far apparire quasi una "contraddizione" una siffatta scelta.
Anche la proclamazione del lutto cittadino, come disposto dall'ordinanza del sindaco, ha fatto storcere più di qualche naso, non tanto per le bandiere a mezz'asta e la chiusura degli esercizi commerciali durante lo svolgimento della celebrazione funebre, quanto piuttosto per la chiusura delle scuole, pubbliche e laiche e il rinvio di tutte le assemblee pubbliche.
Critiche a parte, l'organizzazione dell'evento, curata di concerto dalla Curia e dall'amministrazione comunale è stata poderosa e impeccabile. Tutto si è svolto all'insegna dell'ordine e del rigore e non si sono verificati disagi di alcun genere. I disagi alla circolazione, tanto temuti, sono stati ridotti al minimo grazie al servizio dei vigili urbani, coloro che hanno voluto rendere l'ultimo saluto al vescovo hanno avuto a disposizione anche dei bus navetta gratuiti che giungevano fino al centro cittadino.
Al termine della funzione, infatti, l'elenco delle persone, associazioni, enti, aziende e istituzioni che a vario titolo hanno voluto dare il proprio personale contributo alla realizzazione dell'evento spendendosi nell'organizzazione della cerimonia funebre era piuttosto lungo.
Numerosi anche i visitatori giunti da fuori Pescia - monsignor Giovanni De Vivo guidava una comunità vasta, che comprende oltre alla Valdinievole anche Altopascio e Montecarlo - ma anche e soprattutto dal senese, dove monsignor De Vivo è nato e ha iniziato il suo servizio sacerdotale.
Maria Salerno
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