Il Tirreno

Montecatini

In duemila per l’addio al vescovo De Vivo

Tiziana Gori
Il feretro davanti al palco in piazza, tra due ali di religiosi e autorità (foto Nucci)
Il feretro davanti al palco in piazza, tra due ali di religiosi e autorità (foto Nucci)

Piazza Mazzini stracolma di cittadini, religiosi e autorità per le esequie celebrate dall’arcivescovo Benotto: è stato un grande testimone di fede

4 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Esequie organizzate nei minimi particolari, un rito di addio della Chiesa per uno dei suoi vescovi che ha richiamato in piazza Mazzini oltre duemila persone. Autorità religiose e civili, sacerdoti della Diocesi di Pescia, sindaci valdinievolini e rappresentanti della Regione. Prefetto e presidente della Provincia, carabinieri e polizia, associazioni di volontariato, seminaristi e scout. Fino alle centinaia di pesciatini che alle 16, all’arrivo in piazza del feretro di Giovanni De Vivo, si sono accomodati silenziosamente dietro le mille sedie riservate per ascoltare le esequie del loro vescovo.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.12149688:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12149688:1652036402/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Se per i non credenti il rito andato in scena ieri pomeriggio a Pescia poteva non essere comprensibile era difficile restare indifferenti alla cura con cui questo rito era stato preparato, e la sincera devozione che monsignor De Vivo ha saputo ispirare nei suoi 21 anni di episcopato nella Diocesi pesciatina. Consapevoli che la Cattedrale poteva essere uno spazio troppo piccolo per i fedeli che avrebbero voluto rendere un’ultima volta omaggio alla loro guida, la Curia ha chiesto sin da domenica mattina al Comune di poter organizzare il funerale nella piazza principale. E così è stato. Giovanni De Vivo si è spento all’alba di domenica dopo una lunga lotta contro un tumore. Aveva 75 anni. Ieri è stato giorno di lutto cittadino a Pescia, con le bandiere a mezz’asta e gran parte dei negozi chiusi. Alle 15,30 le autorità civili e religiose si sono riunite in piazza Mazzini. Alle 15,45 il feretro è partito dalla Cattedrale con un corteo composto dai canonici della Cattedrale, dalla Compagnia del santissimo crocifisso e dai familiari. Dal santuario della Madonna di piè di piazza è partita la processione dei sacerdoti della Diocesi di Pescia, che hanno portato il feretro in spalla fino al palco.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.12149687:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12149687:1652036402/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La funzione è stata celebrata dall’arcivescovo metropolita di Pisa, Giovanni Paolo Benotto. Concelebranti il cardinale e arcivescovo Silvano Piovanelli e il cardinale e arcivescovo Giuseppe Betori. «In spe fundati - ricorda monsignor Benotto - “Saldi nella speranza”, è stato il motto assunto dal vescovo De Vivo nel momento della sua nomina a vescovo di Pescia, e che possiamo ben dire ha caratterizzato la sua vita, manifestandosi ancor di più nel momento della malattia, affrontata con indomito coraggio. Il senso del dovere, ma ancora di più il desiderio di non trascurare ciò che riteneva suo compito pastorale lo hanno sostenuto nel voler continuare a seguire personalmente i compiti legati al suo servizio, fino a voler presiedere - con uno sforzo davvero incredibile - il pontificale dell’Assunta nella sua Cattedrale, in quella che è stata l’ultima sua celebrazione liturgica».

Rifacendosi alla Prima Lettura, dal libro del profeta Isaia, Benotto accosta De Vivo alla figura del vasaio. «L’immagine del vasaio che lavora l’argilla nella sua bottega di artigiano si adatta a monsignor De Vivo in due modi diversi: nel suo essere stato lavorato e modellato dal Signore attraverso il servizio presbiterale, e nel suo modellare sempre più con generosa dedizione a immagine di Cristo e del Vangelo il popolo che gli era stato affidato. Non possiamo dimenticare il suo impegno nella formazione dei laici, attraverso la sua grande disponibilità a incontrare fidanzati, sposi, famiglie... L’entusiasmo giovanile con cui ha vissuto le attività della Consulta regionale per la Pastorale giovanile. La fierezza, espressa con una gioia che gli illuminava gli occhi, quando raccontava del germogliare di qualche nuova vocazione al sacerdozio all’interno della sua Chiesa pesciatina».

[[atex:gelocal:il-tirreno:montecatini:cronaca:1.12149691:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12149691:1652036402/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Per capire monsignor De Vivo viene poi in aiuto - prosegue Benotto - il testo dal Vangelo di Giovanni che ci parla della donna di Samaria. Un testo molto caro al vescovo, e da lui spesso commentato. “Chi berrà dell acqua che io gli darò - dice Gesù alla donna di Samaria - non avrà più sete in eterno”. Questo è il messaggio evangelico che monsignor De Vivo ha proclamato con forza e convinzione d amore nel suo ministero episcopale. Avete e abbiamo avuto la grazia, per oltre vent'anni, di essere accompagnati dalla testimonianza del vescovo Giovanni, il quale senza sosta ci ha dato la sua gioiosa e forte testimonianza sul Cristo Signore. In tutti questi anni ne è stato segno credibile di fedeltà sponsale. Credo che non ci sia modo migliore per esprimere la nostra riconoscenza grata e fraterna al carissimo monsignor De Vivo se non accogliere la sua testimonianza, farla nostra ed esserne continuatori gioiosi ed entusiasti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Elezioni comunali 2026

Ballottaggi in Toscana, ai punti è una vittoria della sinistra: ma la destra ha battuto due colpi – L’analisi

di Libero Red Dolce
Speciale Scuola 2030