Il Tirreno

Montecatini

Divorzio nella Città del Natale

Divorzio nella Città del Natale

L’Intersindacale di Montecatini sta valutando l’idea di escludere la “Casa” della Carnesecchi

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Sembra ormai ai titoli di coda l’idillio tra Montecatini e Camilla Carnesecchi, l’organizzatrice della Casa di Babbo Natale. La riprova è nel fatto che l’Intersindacale delle categorie ha deciso di valutare la possibilità di andare per la propria strada nella promozione della Città del Natale, di cui la Casa di Babbo Natale è parte integrante (e principale) ma non esclusiva. «L’atteggiamento tenuto dall’imprenditrice – spiega, infatti, il presidente dell’Intersindacale Andrea Birindelli – non è stato quello che ci saremmo aspettati. Ci sentiamo traditi. E ora stiamo valutando se escludere la Casa dalla Città del Natale».

Un’altra polemica era nata sui pacchetti. Prezzi più alti per il cliente (e quindi maggiori introiti per gli hotel) con il nuovo tour operator legato alla Casa di Babbo Natale? Non la pensano così diversi albergatori, che ricordano come lo scorso anno solo il 20- 30% delle camere fu venduto passando dalle agenzie di incoming locali, laddove il resto passò da una trattativa privata o dai vari portali di booking online: in entrambi i casi con margini di guadagno superiori a quelli prospettati quest’anno.

Il “la” al dibattito lo aveva lanciato il presidente di Assohotel Fabio Cenni, che su Facebook ha postato la questione, ricevendo una valanga di commenti. Per Carlo Bartolini, per esempio, furono proprio le società di booking online e sistemi quali Groupon a decretare il successo della Città del Natale. E percentuali bassissime di ricorso ai tour operator sono confermate da tanti altri. Poi, però, si passa alla seconda domanda, sempre postata da Cenni: i prezzi dello scorso anno sono stati più alti o più bassi di quelli proposti quest’anno? Anche qui un coro quasi unanime sui “bei tempi” del 2014, quando si poteva contrattare direttamente con il cliente “senza limitazioni o imposizioni della politica di vendita da parte di altri”. Un altro punto dibattuto (e molto contestato) è il fatto che i prezzi sarebbero stati decisi dal nuovo tour operator senza distinguere la stagionalità, ma solo la fascia alberghiera. In altre parole: si paga una camera a seconda se un hotel è da 3 o 4 stelle, ma se si prenota un venerdì di novembre si paga la stessa cifra di Natale o Capodanno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa