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Montecatini

Nessun parente al lavoro negli enti

Nessun parente al lavoro negli enti

Il codice proposto da Schiavelli agli amministratori fa discutere maggioranza e opposizione

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MONTECATINI. È stata ribattezzata “Lodo Schiavelli” la questione sollevata dall’ex assessore relativa a un presunto conflitto di interessi da parte di amministratori che avrebbero parenti impegati o collaboratori di aziende partecipate del Comune. In città girano voci che una eventuale mozione presentata dalla minoranza, stimolata dal testo scritto da Schiavelli e inviato al sindaco Giuseppe Bellandi, potrebbe essere addirittura sottoscritta da qualche consigliere di maggioranza. «In realtà – afferma il capogruppo di Mi piace Montecatini, Luca Baroncini – abbiamo semplicemente letto con interesse attenzione la lettera inviata da Schiavelli al primo cittadino. Questo perché, eticamente, suggerisce un codice comportantale del quale ci sarebbe bisogno, in questo particolare momento di Montecatini. Però, prima di esprimerci o prendere una posizione, dobbiamo studiare con calma la norma per capire quale sia il margine di applicabilità di un simile provvedimento».

Schiavelli ha scritto che «nei Comuni succede che parenti stretti di consiglieri comunali,assessori o del sindaco stesso vengano assunti durante il periodo di mandato, o già siano assunti, nell'ente stesso, in società partecipate o in società concessionarie o del comune stesso, tutto ciò a discapito di una tranquilla opera amministrativa. Chiedo alla vostra amministrazione di porre fine a questi comportamenti inopportuni, sia moralmente che politicamente, tramite l'adozione di un “codice deontologico”, recepito o integrato dallo statuto comunale. In tale codice si vieterà la possibilità agli amministratori di avere parenti fino al 4° grado dentro l'amministrazione in società partecipate o concessionarie del Comune. Tali comportamenti, tali situazioni saranno sanzionati con la decadenza dell'amministratore».

Sulla fattiva praticabilità della proposta ha qualche dubbio anche Massimo Morini, capogruppo dei MontecatineSi: «Eticamente la riflessione non può che essere apprezzata e apprezzabile. Ma l’Italia non è uno Stato perfetto e non mi risulta ci siano normative che impediscono l’assunzione di parenti degli amministratori. Anche perché un conto è una città di 500.000 abitanti, un conto un comune di 10.000. In un numero più ristretto di residenti, diventa difficile impedire che avvengano certi incroci in buona fede. Presto ci incontreremo in maggioranza e ci confronteremo sulla questione, anche per studiare e analizzare la normativa. Diciamo che, d’ora in poi, sarebbe auspicabile porre più attenzione».

Giovanna La Porta

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