Il Tirreno

Montecatini

Una casa per i senzatetto nella villetta della camorra

Carovana antimafia di fronte all'hotel Paradiso di Montecatini Alto
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Carovana antimafia di fronte all'hotel Paradiso di Montecatini Alto

Trasferita al Comune di Montecatini dall’Agenzia per l’amministrazione dei beni confiscati.  A Borgo a Buggiano invece un appartamento va ai progetti di integrazione sociale

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MONTECATINI. Due case confiscate alla camorra, una (già da tempo “riconvertita”) a Buggiano, l’altra (novità di questi giorni) in centro (zona nord) a Montecatini. Partiamo proprio da quest’ultima: l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata ha disposto il trasferimento al Comune di Montecatini di un immobile. Si tratta di un appartamento e relativo garage da tempo confiscato alla criminalità. L’Agenzia a luglio aveva richiesto la disponibilità al Comune di acquisire l’edificio. A seguito di un sopralluogo, l’amministrazione ha ritenuto che il bene fosse idoneo a essere acquisito e destinato a fini di gestione dell’emergenza abitativa. «Si tratta di un’acquisizione la cui importanza – afferma l’assessore al patrimonio Leonardo Magnani, che ha seguito l’iter amministrativo – va al di là del semplice valore di mercato dell’oggetto e che assume un importante valore simbolico. Un bene acquistato a prezzo della corruzione e della sofferenza dei cittadini verrà utilizzato per il riscatto di persone svantaggiate. Si tratta di un momento di riaffermazione della legalità che ben va in sinergia con l’avvio di percorsi partecipati relativi a fondamentali temi amministrativi cittadini».

Un progetto di co-abitazione per giovani in difficoltà è invece quello che è attivo a Borgo a Buggiano. Qui c’è un appartamento “speciale”, nato da un progetto programmato tra consorzio Metropoli e cooperativa Selva. L’immobile, dopo essere stato sequestrato alla camorra, è stato ristrutturato dal Comune per poterlo destinare a progetti educativi mirati all’integrazione sociale e lavorativa di giovani dai 18 ai 25 anni. Dall’inizio di quest’anno, poi, grazie al finanziamento della Fondazione Caript, è stato possibile inserire nel progetto un’équipe di due psicologhe per accompagnare i ragazzi all’interno della casa, dando un sostegno sulla valutazione delle criticità del servizio, l’organizzazione interna, gli strumenti di programmazione.

Se le cose in questo settore stanno lentamente cambiando, è anche vero che resta aperta la ferita che fa più male alla Valdinievole: l’immobile dell’ex hotel Paradiso a Montecatini Alto, l’ecomostro diventato uno dei simboli nazionali dell’avanzata della criminalità organizzata nella zona. Più volte è stato anche mèta della Carovana antimafia ma, ad oggi, resta ancora un problema irrisolto.

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