Finanza
Sequestrato il terreno venduto alla Gift Group
Il provvedimento arriva nell’ambito dell’inchiesta per abuso d’ufficio che coinvolge l’ex sindaca di Pescia Roberta Marchi e l’ex consigliere Brandani
PESCIA. Un terreno edificabile di 2600 metri quadrati che si trova nel comune di Pescia e di proprietà della Brandani Gift Group è stato posto sotto sequestro preventivo da parte della Guardia di Finanza su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Fabio Di Vizio.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Pistoia, Roberto Tredici che ha ritenuto fondate, per ora, le richieste della procura coordinata dal procuratore capo Paolo Canessa nell’ambito delle indagini condotte dalla sezione di polizia giudiziaria della stessa Finanza. Secondo quanto contenuto nel provvedimento di sequestro il terreno, in precedenza del comune di Pescia, sarebbe stato venduto ad un prezzo particolarmente più basso del suo valore di mercato. Di tutto questo - secondo gli investigatori - ne avrebbe tratto profitto l’acquirente, che all’epoca era un consigliere comunale ed aveva contribuito alla campagna elettorale per l’elezione dell’allora sindaca Roberta Marchi. Il reato contestato è quello di abuso d’ufficio cioè i finanzieri avrebbero accertato la sovrapposizione di interessi personali ad opera di amministratori locali che, attraverso una serie di condotte ritenute illecite, avrebbero permesso l’acquisto del terreno edificabile ad un prezzo particolarmente esiguo a beneficio di un imprenditore che peraltro faceva parte dello stesso consiglio comunale.
L'indagine paradossalmente scaturì da una querela dello stesso sindaco verso un consigliere di opposizione, Marco Ardis, dopo un'interrogazione di quest'ultimo sulla vendita degli ex magazzini comunali. Ardis, contestando quella vendita (i magazzini furono ceduti per 107mila euro a una società del consigliere del Pdl Lorenzo Brandani), l'aveva definita «un vestito cucito su misura addosso a un esponente della maggioranza di centrodestra a discapito degli interessi dell'ente».
Una frase che il sindaco trovò diffamatoria, al punto che diede mandato al segretario comunale di inviare la documentazione in procura, per valutare se si era davanti a una diffamazione. Però la procura ha esaminato anche l'oggetto dell'interrogazione ritenuta offensiva, ritenendo opportuno compiere ulteriori indagini proprio su quella vendita. Più nel dettaglio è stata ritenuta degna di approfondimento la decisione, presa all'epoca, di suddividere l'area su cui sorgevano gli ex magazzini in tre lotti, senza chiarire i criteri per stabilirne il valore, e rendendo (questa l'accusa di Ardis all'epoca) un lotto più appetibile – quello comprato da Brandani appunto – e gli altri due praticamente invendibili.
Nella sua interrogazione Ardis contestava la vendita di quel lotto a un prezzo molto più basso del valore di mercato, sottolineando come dividendo l'area in tre parti fosse «stato cagionato un danno all'ente, perché aveva maggiore appetibilità sul mercato un terreno con un prezzo buono, piuttosto che due lotti che, pur non valendo nulla, hanno un prezzo esorbitante rispetto all'altro».L’ex sindaca di Pescia, Roberta Marchi, era stata convocata in procura nello scorso mese di gennaio per essere interrogata ma, assistita dall'avvocato Giovannelli, si avvalse della facoltà di non rispondere. Pochi giorni dopo fu interrogato anche Lorenzo Brandani assistito dall’avvocato Claudio Casciani.
(ha collaborato M. Salerno)
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